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Double A


Artista


Double A in arte, all’anagrafe Aalen Sarray, è un rapper e compositore udinese. Classe 1994, si avvicina da giovanissimo alla musica: appassionato di progressive rock e di artisti come Frank Zappa, muove i primi passi grazie a una tastiera giocattolo presa in prestito da un amico. E’ questo lo strumento che gli consente di studiare le basi della teoria musicale. Dopo un anno in una band, poi sciolta, che si dedicava a pezzi originali rock, Aalen inizia ad avvicinarsi al mondo rap: è il 2014 quando scrive il primo testo e compone i primi accordi che sarebbero andati a costituire la base strumentale. Due anni dopo, grazie alla collaborazione con l’amico Libero Tonon, vede la luce il brano “Dagli abissi al cielo”, un brano che contrappone la durezza e il realismo delle strofe all’ottimismo e al tono incoraggiante del refrain: “dentro di te si nasconde il terrore di fallire/ (non temere perchè)/ ogni errore è motore di qualcosa di migliore”.

Visti i feedback positivi su questo primo singolo da parte di amici e conoscenti, i due artisti decidono di continuare su questa strada: è così che nasce il progetto musicale Double A & Mr. Tone, che rilascerà ulteriori tre brani, tra i quali cattura l’attenzione “Dolce rap novo”, chiaramente ispirato al movimento poetico italiano a cui ruba lo “Stil”:

L’iscrizione alla facoltà di Giurisprudenza non impedisce ad Aalen di continuare a pubblicare contenuti; tra i suoi lavori sperimentali incontriamo “Furioso”, non il classico pezzo rap, semmai più uno sguardo all’indietro per via del mood progressive e della struttura del brano:

Nel 2018 arriva la decisione di Double A di occuparsi a 360 gradi del suo progetto artistico, curando sia la creazione dei brani, sia la registrazione, la post produzione,il mixaggio, il mastering e la pubblicazione, nonchè una parentesi techno/EDM con il brano “Don’t Wanna Sleep”. Parentesi che si espande anche al brano “Intorno a te”, uscito a gennaio 2019 ancora a nome  Double A & Mr. Tone: i due non perdono il vizio del rap, stavolta su base EDM pura.

Il duo inizia ad esibirsi live: a Torino, in occasione del concerto di Inoki, i due aprono il concerto assieme ad altri rapper emergenti. Nel frattempo viene anche individuato il Logo di Double A: due assi, uno di cuori e uno di picche, in riferimento alle iniziali del nome di Aalen. E’ del 2019 anche il brano omonimo “Double A”: l’artista gioca a poker contro un manichino, su un beat più classico e un rap più graffiato, tipico del suo stile.

Con questo video  viene consolidato il progetto artistico solista: Double A propone i suoi lavori ad alcune etichette, ricevendo alcuni riconoscimenti per il suo lavoro e anche alcune offerte, ma decide comunque di rifiutare e di continuare a migliorare le sue capacità nella composizione e registrazione. Dopo il remix di “Lunedì” di Salmo, che Double A pubblica come omaggio al noto artista, il nostro artista torna a sperimentare. Esce “Pacifico”:  una specie di cantilena infantile accompagnata da sintetizzatori, brusche interruzioni, vocalizzi ed effetti sonori che rendono l’atmosfera del brano spensierata ma anche grottesca.

Nel 2020, Double A conosce su un gruppo Telegram Bblack Bboy e decidono di collaborare. Il risultato è “Theesonest”, un pezzo “disonesto”, perchè racconta di un post sbronza…..

….ma anche perchè non esiste nessun featuring, così come non esiste Bblack Bboy, se non come nome d’arte dell’alter ego di Double A. Ascoltando il brano fino alla fine, si può intuire dallo sketch che le due voci in realtà sono una sola. Il brano è strutturato in modo classico (frase ritornello frase ritornello) ma presenta 2 minuti di silenzio dopo il secondo ritornello per poi regalare un “Ear Candy” nel quale è possibile sentire uno scambio di battute tra i due protagonisti fino a quando la comunicazione viene interrotta da un finto malfunzionamento del modificatore di voce che, facendo oscillare il tono della  voce da quella di Double A a quella di BbLack Bboy, svela l’inganno.

Se avete ascoltato tutti i brani, probabilmente a quest’ora avrete un gran punto interrogativo stampato in faccia e vi starete chiedendo: “ma questo ragazzo ha deciso cosa vuole fare nella sua vita?”. In realtà un filo conduttore ben preciso c’è: per capire di quale si tratta basta tornare al primo genere cui Aalen si è approcciato, cioè il progressive rock. Il prog infatti per definizione è fatto di sperimentazione e contaminazioni ed è proprio questo che caratterizza il percorso artistico del personaggio che ora è Double A e della sua discografia variegata. Nel suo repertorio infatti si possono trovare brani di classico rap e  brani che con il rap non c’entrano nulla (come ad esempio “Furioso”, una composizione psichedelica in italiano con versi confusi che ricordano solo vagamente una metrica rap, ritornelli pregni di effettistiche, risate schizofreniche e parlati). L’influenza e l’amore per la musica progressive rock incidono molto, non solo sul genere proposto, ma anche anche sul ragionamento compositivo adottato dall’artista. Infatti, a differenza del rap classico, che prevede solitamente una linearità della parte strumentale, non è infrequente che nei pezzi di Double A, pur lasciando spazio a composizioni classiche, vi siano cambi drastici, brusche interruzioni, assoli ed altri elementi che rendono le canzoni insolitamente originali, nonostante queste possano risultare al pubblico un po’ più difficili da masticare. Non solo in brani come “Furioso”, una composizione viaggiante e psichedelica che richiama le gesta del ben noto Orlando, ma anche di “Gigolò”, composizione alla stregua di una canzone rock anni ’70 con tanto di assolo di sintetizzatore, cambio di base, passaggi blues, e cosi via. Nelle composizioni, oltre che a rappati si trovano spesso ritornelli cantati e cori. L’intenzione è quella di fare ruotare testo, base e struttura , attorno ai concepts che hanno generato le canzoni, anche venendo meno alle regole compositive che spesso il genere di riferimento (Rap) impone.

Abbiamo colto l’occasione per rivolgere a Double A qualche domanda.

D: è evidente che la tua musica richiede calma e ragionamento per essere compresa. Quanto c’è di ragionamento e quanto c’è di istinto quando componi?

R: Credo che l’istinto sia prevalente nella fase dove l’idea e quello  che voglio trasmettere, si concretizzano nello sviluppo di una struttura. Avendo magari già una bozza o qualche accordo, ascoltando il materiale mi viene naturale pensare cosa manca o come vorrei che si sviluppasse, il tutto in base all’idea/tema.  Allora, mi metto alla ricerca di suoni, di note e passaggi che fanno al caso mio. Ovviamente devo sempre tenere a mente che il testo andrà inserito da qualche parte in qualche modo. Il fatto che poi a volte ottenga risultati al di sotto delle aspettative e che ci sono infiniti modi per ottenere uno stesso risultato, mi portano spesso ad eliminare ciò che ho fatto in precedenza e provare altro, fino a raggiungere un risultato accettabile sia in termini di “sound”, sia incline a quello che voglio trasmettere. (Per alcuni brani ho cambiato gli strumenti e sound credo anche 10 volte). Per quanto riguarda i testi spesso mi capita di essere trascinato dal “vibe” della canzone e le parole spuntano  come per magia al momento giusto e al posto giusto (e lì sono forti emozioni ahah). Altre volte invece sono presi da una raccolta di rime e pensieri che porto sempre con me e sistemati ad hoc per entrare bene nel tema e nella metrica. Il ragionamento è fondamentale nel momento in cui devo sviluppare sì creativamente ma in maniera sensata. I cambi drastici ci stanno ma a volte è anche ragionevole condurre i cambi con delle transizioni, passaggi o altro per rendere la composizione non del tutto priva di un senso logico.

D: qual è il brano che ti rispecchia e identifica maggiormente tra le tue composizioni e perchè?

R: Forse Gigolò. Una frase recita “osare senza regole” ed è proprio questo che della musica mi piace. Infatti nella stessa canzone c’è: un ritornello iniziale che è un pugno in pancia, un cambio di base a metà canzone,  un assolo “interminabile”, cori, sintetizzatori, e addirittura un cambio di tempo! Ed ovviamente un testo Rap!

D: approfondiamo un po’ la storia del fake featuring: è una di quelle cose “per caso ma mi è uscita bene”, avevi già l’idea di fare qualcosa di diverso o come ci sei arrivato? E che tipo di reazioni ha avuto il pubblico finora, una volta svelato questo giochetto?

R: In realtà all’inizio c’era solo una linea di basso e una batteria composti per ottenere una base semplice. Poi incisi le prime frasi sempre restando nel contesto di una canzone normale. Casualmente vedendo che con il modificatore di voce (con il quale stavo giochicchiando) ottenevo un timbro molto differente dal mio, all’inizio pensai  di tenerla cosi e non inscenare un featuring, bensì di proporre solo un brano con la mia voce modificata… poi per scherzo facendo ascoltare una bozza a qualche amico, dicendo che era un altro tizio a cantare e vedendo che il gioco reggeva, decisi che potevo proporre un pezzo veramente diverso dal solito. Successivamente mi vennero in mente alcuni elementi per alimentare questa storia. Da lì il nome dell’alter ego Bblack Bboy, la copertina con due persone diverse (anche se sono sempre io) gli sketch e così via.

Chi ha seguito tutto l’iter cioè le preview audio, l’uscita del brano e l’intervista dove mi smaschero, è rimasto spiazzato e ha ritenuto la cosa geniale! Alcuni mi hanno anche mandato a quel paese in maniera simpatica sentendosi “ingannati”, ma mi mi ha fatto molto piacere.

D: se potessi scegliere di condividere il palco con un artista qualsiasi, chi sceglieresti?

R: Sceglierei Salmo. Ovviamente accompagnato dalla band di strumentisti.

D: se fossi un piatto, saresti…?

R: Riso alla Greca!

D: progetti per il futuro?

R: Ora sto lavorando a due nuovi brani di cui uno è quasi terminato e si chiama  Classico Miraggio. Con questo brano, ritorno al rap classico. L’Altro brano invece sarà un bellissimo “film d’azione”  e non svelo altro! C’è anche in ballo una collaborazione con un etichetta che in questi giorni mi ha contattato per pubblicare un singolo! Vediamo di che si tratta. Ci sarà anche il ritorno di Double A e Mr. Tone con un pezzo pop elettronico (dove il rap sarà addirittura escluso)! Avrei iniziato a pensare di fare qualche live ma ovviamente il periodo non è dei più favorevoli. Magari a fine estate si smuove qualcosa!

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A cura di Francesca Saglia – Music-Alive 2020





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