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“ATWOOD” UN 2019 COL BOTTO TRA USCITE DISCOGRAFICHE, LIVE E CONTEST

Music Alive | 13 Gennaio, 2020

La band degli “Atwood” muove i primi passi nel 2017, proponendosi con cover completamente riarrangiate da loro e calcando i palchi sia di Milano che del Bergamasco. A distanza di due anni, da trio sono diventati una band di quattro elementi: Alice Grupallo, vocalist, Daniele Mammola, chitarrista, Matteo De Faveri, bassista(ha sostituito da poco Alessio Bastia) e Lorenzo Bonaccorso, batterista (entrato nel gruppo da circa sette mesi).

Alla fine del 2018, cominciano a viaggiare su tutt’altro livello, per la produzione dell’EP di inediti AT ODDS.E, dando uno sguardo al recente passato del gruppo, affiora già un bel cammino professionale, da cui fa capolino la conquista dei podi, ad aprile 2019 del contest Nuove Prospettive di Kleisma, che li conduce alle finali di 1M NEXT e a settembre, sempre di quest’anno, di Bergamo Summer Contest. Fondamentali alcune date, tra cui l’apertura ai Lost (storico gruppo emo/pop-punk italiano) in occasione dell’evento Emo Night vol.2 e quella agli americani Eyes Set To Kill per l’Emo Night vol. 4.

“At Odds” è un disco che cavalca l’onda alternative rock con influenze pop e ambient e con integrazioni di sonorità elettroniche; un mash up imbastito ad arte, il cui risultato è un lavoro di oggettiva cura e raffinatezza, segno distintivo del loro modo di fare musica. I testi e le melodie sono di Alice Grupallo, che si distingue per il registro vocale pulito, calibrato e con sfumature calde, molto spesso in contrapposizione con l’irruenza sonora dei brani.

“Black Mirror”, pezzo che anticipa il lavoro di cinque tracce, apre i battenti con una intro dai suoni sintetici, riportando alla mente sonorità elettro-pop di fine anni ’80, e prosegue con un refrain in grande stile e il riff di corde vibranti molto potente. Di grande impatto, anche per la mimica della frontwoman, è il videoclip per la regia di Dalilù.

Tutti i testi, per lo più introspettivi, sono una continua ricerca di libertà, spesso anche nei rapporti personali: “Per favore non stare al mio fianco/ Perché questo mondo è ancora solo mio” (da Black Mirror) oppure “Ricordo di aver sentito la stessa vecchia oscurità arrendevole/E tutto quello che riuscivo a pensare/ tutto quello che riuscivo a pensare/Era un modo per accendere queste luci” (dal brano Zero).

Si prosegue con l’uscita, il 25 ottobre, del nuovo singolo “Dance in the sun” e per loro ancora un passo avanti, soprattutto per l’innovazione del sound, incentrato molto di più sugli elementi elettronici. Il testo è un’esortazione a non chiudere gli occhi di fronte a ciò che ci circonda, a guardare la vita a colori, perché la realtà non è in bianco e nero”.

Un 2019 per gli Atwood decisamente col botto e che chiude i battenti vedendoli vincitori di ben cinque premi a “Tieni il Palco” tra quelli messi in palio dai partner dell’evento, finalisti al Rockin’Park contest e partecipare al Drink’em all di Borgo Ticino… ma facciamoci quattro chiacchiere con i diretti interessati!

Parto col chiedervi subito, quali sono le band storiche che hanno influito sulla vostra musica e a quale brano siete più legati?

Abbiamo tutti influenze stilistiche e gusti molto diversi, ma le band a cui ci ispiriamo sono sicuramente Pvris, Bring me the Horizon, Paramore. Poi, come dicevamo prima, le influenze sono varie, quindi prendiamo ciò che serve dovunque lo troviamo!

Un anno importante il 2019 per gli Atwood, che ha segnato l’inizio di una carriera, l’uscita di un album, un nuovo singolo e la partecipazione a tanti contest ed eventi. Ma quanta gavetta c’è dietro tutto questo?

Tantissima! Far funzionare una band è già complesso di per sé, ma gestire tutti gli aspetti necessari per avanzare bene è davvero impegnativo. Cercare le date, suonare, scrivere nuova musica, il tutto inserito nelle nostre vite private, porta via molto più tempo di quanto non sembri. Ma vale la pena “sbattersi”, perché alla fine i risultati arrivano. Sudati, ma arrivano.

Ci raccontate la vostra esperienza a Tieni il Palco?

Tieni il palco ci è sembrato sin da subito un ottimo modo per esprimere la nostra musica, così come una buona occasione per metterci alla prova in un contesto diverso da un live in un locale, ma anche e soprattutto una grossa opportunità. Le nostre aspettative non sono state deluse. In primis abbiamo apprezzato tantissimo l’organizzazione: chiara, trasparente e semplice. Dopodiché, ci ha colpiti tantissimo il palco, che era curato e ampio. Non accade spesso! Ciò che ha lasciato maggiormente il segno, comunque, è stata la giuria. Poter suonare davanti a giurati di tutto rispetto, musicisti o comunque professionisti nell’ambito della musica, e poter poi avere il loro feedback è stato preziosissimo, perché le loro parole ci aiuteranno moltissimo nel nostro percorso di crescita.

Tra la ricerca della libertà in ogni contesto, tema principale dell’EP “At Odds”, ed il guardare la vita non in bianco e nero, argomento della nuova uscita “Dance in the sun”, trovo ci sia un filo conduttore, vale a dire: la positività. Rispecchia anche il vostro modo di affrontare la quotidianità?

Assolutamente! Siamo una band che ha affrontato molte sfide e difficoltà, ma l’abbiamo sempre fatto con grande ottimismo, di petto e a testa alta. In fin dei conti, tutti hanno esperienze negative. Saperle elaborare per cavarne della crescita, sia a livello personale che a livello di gruppo, è ciò che fa la differenza. 

L’uscita del singolo ad ottobre anticipa un nuovo album? E se sì, potreste darci qualche anticipazione?

Per ora abbiamo in cantiere un EP, ma se dovessimo riuscire a renderlo un full length… beh, tanto meglio! In merito alle anticipazioni, quello che possiamo dire è che sarà un disco molto ragionato, lavorato a lungo, ricco di dettagli e con una maggiore quota di elementi elettronici e pop. Senza mai perdere l’energia che ci contraddistingue, ovviamente!

Per contatti:

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A cura di Elisa Iacono / Music-Alive Ufficio Stampa – 2020

Pubblicato da Music Alive

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