Il progetto indie-pop acclamato dalla critica Girlhood compie un gradito ritorno con il radioso singolo ‘Lemon Aid’. Servendo da invitante passaggio d’ingresso in un nuovo e profondo capitolo creativo, il brano trasforma la pressione emotiva e una discreta ricalibrazione personale in qualcosa di straordinariamente delicato, speranzoso e vitale. Luminoso in superficie ma profondamente sentito nella sostanza, ‘Lemon Aid’ funziona come un tenero invito ad abbandonarsi al momento presente — per perdersi nel conforto avvolgente di una sera d’estate, ballare fino a sollevarsi dai pesi piĂą grandi e scoprire fugaci momenti di libertĂ immersi nella quotidianitĂ . Offre una necessaria nicchia di evasione dove le ansie di tutti i giorni si dissolvono in una luce dorata, risate calde e la rassicurante promessa che le cose potrebbero semplicemente andare per il verso giusto.
Dal punto di vista musicale, ‘Lemon Aid’ si apre con un nostalgico motivo di pianoforte abbinato alla chitarra acustica e a un giocoso campionamento vocale velocizzato. Da lì, si svela gradualmente in una dolcissima ballata indie-pop guidata dalla cantautrice Natalie Holmes. Con il suo groove rilassato, i ritmi delicati e un inconfondibile fascino britannico, la canzone appare intimamente radicata nei piccoli rituali della vita quotidiana. Il brano è stato ispirato dalle vetrine dei negozi, dai cafĂ© tranquilli, dai parchi alberati e dalle strade tortuose di Stroud — la pittoresca cittadina delle Cotswolds dove è stato realizzato il prossimo album dei Girlhood, This Will Make Sense In The End — celebrando la bellezza discreta nascosta nei luoghi familiari che spesso passa inosservata.
This Will Make Sense In The End segna un’evoluzione decisiva per i Girlhood. Il fondatore del progetto, produttore e autore Christian Pinchbeck aveva inizialmente formato la band con il nome Elephant, ottenendo un ampio consenso di critica per l’album di debutto del 2014 Sky Swimming. Elogiato da importanti testate del settore tra cui Clash e Pitchfork, il songwriting nostalgico e la profonditĂ cinematografica del gruppo hanno attirato paragoni con artisti come Daughter e Camera Obscura, conquistando anche inserimenti nelle colonna sonore di serie TV di grande successo come Misfits e Lucifer. Tuttavia, dopo che l’ex cantante Tiece ha lasciato il gruppo nel giorno della pubblicazione del loro debutto omonimo, Pinchbeck ha trascorso anni gestendo collaborazioni a distanza con diverse cantanti ospiti. Questa dinamica è cambiata radicalmente dopo aver visto Natalie Holmes esibirsi in apertura a Jesca Hoop. Attratto dalla sua voce distintiva, Pinchbeck l’ha invitata a collaborare, dando vita a una partnership trasformativa che ha restituito ai Girlhood la dimensione di una band coesa e unitaria.
Scritto mentre Holmes entrava nei suoi trent’anni, l’album esplora un drastico cambiamento nel suo rapporto con l’amore, gli incontri e la tutela di sĂ©. Il disco affronta con candore la consapevolezza che i vecchi istinti romantici non sono piĂą validi e che desiderare qualcosa non equivale sempre ad averne bisogno. In modo affascinante, la sua passione per il cibo diventa la metafora principale dell’intero lavoro: picnic, limonata, colazioni, dessert e fame fungono da indizi emotivi nascosti in piena vista, esplorando come amare qualcuno senza smarrire se stessi nel processo.
Musicalmente, l’album è iniziato come un esperimento: prendere vecchi dischi soul dimenticati e spingerli oltre i tradizionali confini del campionamento, trasformandoli in ritmi del tutto nuovi e paesaggi emotivi inediti. Le canzoni fluiscono senza sforzo tra un indie-pop solare e ricco di campionamenti, R&B essenziale, confessioni acustiche e liberatori sfoghi emotivi di respiro cinematografico. This Will Make Sense In The End si conferma così come l’opera piĂą intima, compiuta e ricca di anima realizzata fino ad oggi dai Girlhood.
“I Girlhood hanno firmato una lezione magistrale di indie-pop moderno con ‘Lemon Aid’: un inno agrodolce e magistralmente rifinito che avvolge una cruda vulnerabilitĂ emotiva in un calore solare e cinematografico.”
— Giorgio Ballarin, Music-Alive
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