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Il debutto dei blantyre: l’evoluzione dell’art-pop tra narrazione cinematografica e sinergia creativa

Il panorama della musica elettronica indipendente si arricchisce di una nuova e suggestiva realtà collaborativa: i blantyre. Fondato dal cantautore, produttore e compositore Richard von Kalmar — già noto al pubblico internazionale per il successo del brano Runaway, che ha conquistato il primo posto nella Euro Indie Chart — il progetto si configura come un laboratorio artistico fluido, distante dalle dinamiche di una band tradizionale. Insieme a von Kalmar, la formazione vede il coinvolgimento della cantante Carly Graeme e del pianista e compositore Clifford Cooper.

Il debutto ufficiale del collettivo avviene con la pubblicazione di Sooner or Later Silver Screen Remix, un brano down-tempo che fonde atmosfere Baleariche, pop d’autore ed elettronica classica, arricchito da accenni cinematici e un raffinato sound design. Dal punto di vista tematico, l’opera esplora con delicatezza la distanza tra l’immagine pubblica e la realtà privata, delineando il ritratto intimo di una figura femminile nel mondo dello spettacolo che si confronta con il declino del successo e la vulnerabilità del proprio vissuto.

La forza dei blantyre risiede nella netta ripartizione dei ruoli e nella capacità di far confluire background profondamente diversi in un’unica identità sonora, dove la struttura pop classica si apre a sperimentazioni ambientali e arrangiamenti stratificati. Di seguito, i membri del progetto raccontano la genesi del collettivo, l’influenza delle passate esperienze internazionali e i meccanismi creativi alla base del loro metodo di lavoro.

Come è nata la collaborazione tra voi tre per dare vita ai blantyre e in che modo i vostri rispettivi background nel songwriting, nella parte vocale e negli arrangiamenti classici/elettronici si completano a vicenda?

Conoscevo Cliff Cooper già da un po’ di tempo e fu lui a suggerirmi di lavorare insieme. Mi disse che il suo coinvolgimento avrebbe alzato l’asticella in termini di qualità della musica che producevo, e così è stato! Abbiamo iniziato a collaborare e, quando abbiamo avuto bisogno di una cantante, Cliff ha proposto Carly, che conosceva da anni. Ci completiamo benissimo a vicenda, poiché abbiamo ruoli molto ben definiti e diversi tra loro. Io inizio scrivendo i testi e delineando la struttura di base del brano. Poi io e Cliff sviluppiamo ulteriormente la musica, con Cliff che si concentra sulle progressioni di accordi e sulla melodia, mentre io mi dedico al basso, alla batteria, alle percussioni, agli arrangiamenti degli archi e dei synth e alla struttura complessiva della canzone. Carly sviluppa successivamente l’arrangiamento vocale, modificando spesso parole e linee melodiche. Infine, prendo in mano il tutto e lavoro alla produzione, raccogliendo i feedback di Cliff e Carly, finché non otteniamo un risultato di cui siamo pienamente soddisfatti.

Prima di questo progetto, Richard ha ottenuto un primo posto nella Euro Indie Chart con Runaway. In che modo quella specifica esperienza e la collaborazione con Philipp Lauer hanno influenzato la direzione artistica e le aspettative per questo nuovo collettivo?

Sooner or Later prende una direzione davvero diversa rispetto alla musica che producevo in precedenza, specialmente con Philipp Lauer. Tuttavia, ho imparato molte lezioni dal successo ottenuto e dal lavoro con Philipp. Tra queste, l’importanza di mantenere semplice la struttura delle canzoni e di focalizzarsi sul contenuto. Ad esempio, l’intero Silver Screen Remix di Sooner or Later è scritto in un’unica tonalità con solo quattro accordi ma, poiché il contenuto è così vario e ricco, il brano si mantiene interessante dall’inizio alla fine. Inoltre, Runaway e l’esperienza con Philipp mi hanno insegnato a essere aperto a mantenere fluida la struttura dei brani e a non avere paura di allontanarmi dalle convenzioni della musica pop, cosa che si può chiaramente notare e ascoltare nel Silver Screen Remix di Sooner or Later.

I blantyre vengono descritti come un progetto collaborativo piuttosto che come una band dal formato tradizionale. In che modo questa struttura fluida influenza il vostro processo creativo quando costruite un brano da zero?

La differenza tra una band e un progetto collaborativo sta nel fatto che il processo di scrittura e produzione musicale è il cuore pulsante di ciò che facciamo ed è il frutto di una collaborazione a tre, in cui ciascuno di noi ricopre ruoli che fanno sì che la somma delle parti sia superiore al tutto. A differenza di ciò che fa tipicamente una band, noi non facciamo concerti dal vivo o attività simili, ma ci concentriamo esclusivamente sulla produzione musicale. Naturalmente, pianifichiamo e speriamo che la musica sia più originale e di qualità più elevata rispetto a quella che otterremmo se adottassimo un approccio da “band” nella scrittura e nella produzione dei brani.

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