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FUORI ORA IL VIDEOCLIP DI ROBERTO PEZZINI “SOSTRANO”

Music Alive | 30 Settembre, 2019

E’ uscito a luglio su YouTube il videoclip ufficiale di “Sostrano”, secondo singolo estratto dall’album omonimo di Roberto Pezzini pubblicato a marzo 2018.

Un brano orecchiabile, di quelli che ti resta in testa, un insieme pop dai forti connotati rocksteady che ricordano le sonorità di Roy Paci con i suoi Aretuska. Un arrangiamento superbo, che lo stesso Roberto ha curato personalmente insieme ad alcuni dei suoi musicisti e che prevede chitarra classica, chitarra elettrica, basso, batteria, tastiere, tromba e percussioni per un totale di sette performer. Ottimo lavoro eseguito da Walter Lanzara (Al Fondino Studio) per quanto riguarda registrazione, missaggio e mastering.

Un testo disincantato e schietto che si chiede “che male c’è”, per arrivare alla conclusione che “Che male fa stare dentro agli argini di questa società che non mi dà altra alternativa a quella di essere strano”.

Volutamente istrionico e ironico il personaggio nel video, che per la sua “stranezza” non passa inosservato e ne è consapevole.

Roberto, classe 1978, nasce in quel di Milano e cresce in un paesino di un migliaio di abitanti nella provincia milanese. A dieci anni si iscrive a un corso di chitarra e a quattordici scrive la sua prima canzone. Durante l’adolescenza ascolta generi musicali molto diversi, passando dalla musica italiana a metal e grunge. Durante l’estate del 2007, in concomitanza con la sua partecipazione al Cammino di Santiago, ha un picco di creatività e scrive dieci brani in due mesi.

E’ nel 2012 però che decide di dedicare la sua vita alla musica. Da quel momento scrive, scrive tantissimo (ad oggi un centinaio di canzoni) e inizia a portare i suoi live acustici in giro per i locali.

Nel 2014 si trasferisce a Gubbio e incide il primo demo che contiene “Sostrano” e “Meglio le scimmie con le banane” e che gli permette di girare l’Italia dal nord al sud, partecipando a diversi concorsi nazionali e ricevendo vari premi e riconoscimenti. Si convince quindi che la sua musica può funzionare e……

“Queste esperienze rafforzano ancora di più dentro di lui l’idea di fare il cantautore di professione, ma purtroppo si accorge di aver superato la trentina da un po’. Questa sconcertante notizia lo coglie all’improvviso, in un martedì pomeriggio. Mai se lo sarebbe aspettato, dico, di martedì pomeriggio.

Dopo varie sedute di terapia decide di continuare ugualmente su questa strada, rendendosi conto che il ritardo fosse dovuto dal fatto che nella sua vita non era mai stato veloce in niente: lento nella corsa, lento nell’imparare a suonare la chitarra, lento nei cambiamenti, lento in auto, lento nel perdere la verginità.

Ma grazie a questa sua nuova consapevolezza, in un giorno d’estate, riesce finalmente a rispondere alla grande domanda, fino a quel momento rimasta senza risposta:

“Ma tu che lavoro fai?”

“Faccio il musicista”

“No, dico, il tuo lavoro vero qual è?”

“Il cantautore”
Questa incredibile affermazione viene presa come un paradosso quantistico dalla comunità scientifica e riesce a farlo entrare nelle nomination per il Nobel per la fisica del 2015.

Ma Roberto Pezzini rimane con i piedi per terra, non si presenta alla manifestazione (Bob Dylan spostati proprio) e nel 2016 mette in piedi un nuovo gruppo, iniziando le sessioni di prove e le registrazioni dei nove brani che poi andranno a finire nel suo primo album “Sostrano”, uscito nel marzo 2018.”

Avete appena letto una citazione testuale dalla sua “Biografia semiseria”: un assaggio della grande ironia e capacità di scrittura di Roberto Pezzini che troverete nel suo album.

Sostrano” contiene nove pezzi che mostrano molte sfaccettature dell’artista, sia sotto il lato musicale che dei contenuti. Ascoltiamo brani dal mood reggae come “L’ora del mattino” in cui “Cerco Dio, lui mi risponde con il vento ed io sento un grande sentimento”, ma anche ballad come “Cartolina” e “Come soli”, dove la presenza degli archi dà un tocco raffinato e sottolinea la malinconia del testo: “Ho lasciato te nei miei ricordi di un passato appeso e poi dimenticato con il tempo che ci correva dentro”. Brani come “La tua ragazza” e “La dieta giusta” si rendono di apparentemente facile ascolto grazie a una linea vocale e uno strumentale allegri, easy e leggeri, che in realtà camuffano entrambi un testo pungente e di terribile attualità. Con “Identità” invece facciamo un salto indietro negli anni ’80, atmosfera sapientemente resa dalle tastiere, per ascoltare un pezzo decisamente rock in cui Roberto ci spinge a riflettere se la “normalità” non sia invece assenza di identità: “Ma non sai quant’è che mi fa male vivere e ripetere ogni cosa sempre uguale… Tutti con la stessa faccia, con la stessa giacca, con la stessa marcia e con la stessa fiacca”. Dulcis in fundo, il primo singolo estratto da questo album e relativo videoclip, “Meglio le scimmie con le banane”: una panoramica disillusa del mondo attuale e di come quest’ultimo ci viene mostrato. “Scorie nucleari, prodotti chimici, rifiuti industriali, scenari apocalittici e politici, cinici, che fanno gli ecologici, ma puzzano di amaro come le cimici… Uomini innocenti con la mogliettina poi la sera poker, rum e cocaina… Tv spazzatura, cultura su misura, notizie, censura, fuoco di copertura!”

Un album carico di sostanza che potete ascoltare e acquistare qui.

Abbiamo colto l’occasione per rivolgere a Roberto qualche domanda:

D: come sei passato da Pausini, 883 e Masini a Metallica, Alice in Chains, Pearl Jam, Helloween?

R: Come ci sono passato? Semplicemente perché ho vissuto l’adolescenza nella tristezza degli amori non corrisposti o, peggio, non dichiarati. E quindi con i cantautori di quel genere ci andavo a nozze. Non avevo gusti così ricercati. Ero un ragazzo semplice…

Poi, fortunatamente, ho conosciuto persone nuove che mi hanno aperto a nuovi generi musicali…

D: Ricordi un brano o un album in particolare che è stato illuminante per te e a cui sei affezionato?

R: Non ce n’è uno in particolare che abbia avuto questa funzione e di canzoni a cui sono affezionato ce ne sono parecchie.

D: Dici di aver accantonato i brani scritti durante il Cammino di Santiago. Come mai? Che stile di composizione, genere musicale e argomenti avevi trattato? Pensi che ne pubblicherai mai qualcuno?

R: Per chi scrive canzoni, non tutte le idee che vengono fuori sono buone. Sul momento magari pensi di sì, ma poi, col tempo, magari ti accorgi che non funzionano e quindi le accantoni. Ma mi capita spesso di ascoltare vecchie bozze di canzoni che poi, una volta fatte le opportune modifiche, sono riuscito a trasformare in canzoni che funzionano. Infatti, di queste canzoni accantonate nella memoria dell’hard disk, ce ne saranno nel prossimo disco.

D: Durante il Cammino di Santiago hai scritto dieci brani e hai preso la decisione di fare della musica il tuo percorso di vita durante un ritiro spirituale. Sembra che la religione e la spiritualità abbiano avuto un ruolo importante nella tua vita, anche per quanto riguarda la musica, ma questo non traspare, o perlomeno non esplicitamente, dai brani pubblicati finora. Scelta artistica, “concomitanza” o… ? 

R: Certo che la spiritualità ha un ruolo importante nella mia vita. Anzi, direi, che è l’aspetto più importante. È il fondamento. È da lì che nasce tutto e che la realtà prende forma.

Ma la spiritualità che vivo io, la vivo nei fatti e nelle azioni concrete. Perché questo, per me, è l’unico modo sensato di viverla e di vivere. Non esistono i “credo”. I “credo” dividono. Le religioni dividono. Esistono invece le prove da verificare, la legge causa-effetto da sperimentare sulla propria pelle e gli insegnamenti di maestri di cui comprovare l’affidabilità.

Io lo sto facendo. È un percorso di accettazione lungo, ma che se fatto con coscienza, amore, discernimento e umiltà, porta dei frutti straordinari.

Certo, ora se mi mettessi a rispondere in maniera esaustiva su questo tema, verrebbe fuori una risposta lunghissima…

Sul fatto che nelle canzoni pubblicate nell’album, questa cosa non sia emersa (o perlomeno non sia emersa in modo esplicito), è stata una scelta artistica. Nel secondo album, però, ci saranno alcune canzoni che ne parleranno in maniera più specifica.

D: hai ricevuto molti premi e vinto parecchi concorsi nel tempo. Quali sono stati i più significativi per te?

R: Il motivo principale per cui ho fatto parecchi concorsi è quello di poter far sentire le mie canzoni a persone che lavorano nel settore per magari poi poterci collaborare in futuro. I premi ricevuti fanno piacere e accrescono l’autostima, ma rimangono dei soprammobili da esporre e niente di più.

Il vero premio, per me, è la prova che quello che scrivo e che canto possa arrivare a “toccare” qualcuno. Questa è la cosa più importante e il motivo per cui canto. Questo è il vero successo e la base su cui impostare il mio personale percorso artistico.

Tutto quello che non risponde a questa intenzione, va ad alimentare l’ego. Quindi è pericoloso.

D: Hai un ampio repertorio di un centinaio di brani già scritti. C’è in programma un altro album o altre pubblicazioni a breve? Cosa possiamo aspettarci dal tuo prossimo lavoro?

R: Sì. Ho in programma parecchie cose.

Il 4 Ottobre uscirà una mia nuova canzone dal titolo “Manca”, ed è un’aperta denuncia alla trattativa stato-mafia. Il video (che uscirà anch’esso il 4 Ottobre ed è stato diretto da Maddalena Vantaggi e Michele Manuali) è stato ideato e girato insieme ad alcuni giovani del movimento culturale internazionale “Our Voice”, una realtà che sostengo e con cui collaboro che si impegna a denunciare e combattere le ingiustizie che affliggono il nostro mondo, attraverso ogni mezzo comunicativo, artistico e sociale.

Poi verso fine anno dovrebbe uscire un nuovo singolo con un nuovo video e a breve comincerò le prove per registrare il secondo album.

E poi tanto altro…seguitemi sui social, così potrete essere sempre aggiornati su tutto.

D: Come procede l’attività live? Quali saranno le tue prossime date?

R: In questo momento sono in pausa, per via del fatto che mi sto dedicando a questi due progetti imminenti, ma tra un po’ ricomincerò.

D: Nel video di “Meglio le scimmie con le banane” e nel testo (e titolo) di “La dieta giusta”, da buon italiano non potevi far mancare dei riferimenti al cibo. Se fossi un piatto saresti…?

R: Verdure cotte (non bollite), speziate, con sugo, feta e tonno. Che piatto è? Una ricetta mia!

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A cura di Francesca Saglia, 2019

Pubblicato da Music Alive

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