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FUXIMILE: DA AREA SANREMO A TIENI IL PALCO, UNA STRADA FATTA DI VITTORIE

Music Alive | Gennaio 2, 2020

La quarta edizione di Tieni il Palco si è conclusa quest’anno, dopo aver accolto quanto di meglio offre la nuova scena musicale italiana ed averne premiato una buona parte. Fra i diversi riconoscimenti della kermesse canora, la corona del Premio Tieni il Palco è stata consegnata ai Fuximile, band modenese con un gran bel curriculum alle spalle.

Il gruppo, composto da Alberto Busi (voce e chitarra), Enrico Busi (basso e cori), Mario Bernabei (chitarra e cori), Annalisa Bernabei (batteria), inserendosi nello stile power pop, propone ritmiche e sonorità, tipiche della scena musicale rock, pop rock, hard rock da metà anni ’60 agli anni ’70, dai testi originali ed attuali , ed è ben noto per aver fatto incetta di vincite in diversi Contest degli anni passati.

Si parte da Sanremo Rock Festival 2002, dove i Fuximile raggiungono le semifinali regionali e un paio di anni dopo incidono l’album “Homo Faber” (da cui viene estratto il singolo “Empireo”), dalle chitarre corrosive e le sonorità electro-rock e testi ben curati, che affronta principalmente i problemi di una generazione senza ideali con l’incertezza di un futuro migliore.

Il 2005 li vede vincitori del concorso Rock Contest Live e nel 2006 esce l’EP di tre canzoni “Cuore di legno”, con gli arrangiamenti di Raffaele Chiatto (chitarrista di Umberto Tozzi), dalla vena alternative e dalle risonanze beatlesiane.

Dopo aver aperto il concerto di Omar Pedrini, il singolo “Paradiso” (Heaven) dà il via alla stagione musicale del 2008 ed il gruppo fa da spalla in due live de Il Nucleo.

Il 2010 è l’anno di “Meglionudi”, lavoro in chiave pop rock, che descrive l’incuria e il disinteresse generale riguardo la scena politico/sociale del periodo e chiara esortazione a rinunciare alle classificazioni e alle finzioni,preceduto dalla vincita del Contest Rock Tonda 2010, dove la band conquista anche il premio della critica.

Con SuoneRemo (RE) e Rockin’ Enza, i due concorsi vinti nel 2013, si inaugurala produzione di una nuova incisione con la collaborazione di Andrea Zanichelli de Il Nucleo.

 Sempre dello stesso periodo è la partecipazione ad Area Sanremo con il brano “Short Message Service”, prodotto da Why Beat, riuscendo ad aggiudicarsi le audizioni al Teatro del Casinò. Il pezzo, dal rock sound molto orecchiabile, affronta con ironia il modo di comunicare dei giovani, soprattutto nella messaggistica dei social, ed è una forma di caveat a non abbandonare i sistemi basilari della scrittura. Per tre anni il singolo naviga tra produzione video e rotazioni radiofoniche, dando la possibilità ai Fuximile di avere grande visibilità.

A maggio 2017 fanno l’ouverture al concerto di Irene Grandi e nel 2019 aprono per Cristina Donà e Ginevra Di Marco, dopo aver suonato in luglio con Thomas Cheval e Finley.

Ma il 15 marzo 2019 viene pubblicato anche “Autobiografia”, progetto (brano e video) ultimato nel 2018 in collaborazione con Why Beat e D-Video.

Autobiografia”, brano scritto da Alberto Busi, affronta, in modo ironico, i problemi dati dai social e la mancanza di contatto umano, dovuto a rapporti virtuali e a volte di facciata: “piace e visualizzazioni /non ricordo neanche i nomi” e di rimando arriva l’avvertenza a non perdere le relazioni con il mondo esterno, con la vita reale. Le sonorità, in perfetta sinergia con il contenuto, entrano subito in testa, con ritmiche fresche e ben scandite.

Un lungo percorso in cui i Fuximile sono rimasti fedeli a se stessi, conservando la loro ironia, la voglia di mettersi in gioco, sperimentando sempre nuovi livelli musicali e che, lasciando ancora qualche dubbio da sciogliere, ci ha dato la spinta ad incontrarli.

Un percorso che lascia a bocca aperta! Ma incuriosisce sapere, come è avvenuto il vostro incontro.  

Il nostro incontro è praticamente stato “obbligato”, nel senso che siamo due coppie di fratelli, da sempre educati alla musica, che hanno deciso fin dall’ adolescenza, di mettersi insieme e fare pezzi propri. Abitiamo in un piccolo paesino di montagna dell’Appennino modenese a pochi metri di distanza.

Come mai la scelta di partecipare a tanti Contest?

Più in generale partecipare a tanti Contest (e in diversi casi vincerli od ottenere riconoscimenti) è per noi motivo di crescita, confronto e prova…perchè ci aiuta a capire, dove possiamo essere carenti, dove possiamo crescere, dove siamo forti. Ed aiuta ad aprire nuove strade ed opportunità. Anche se talvolta il responso può  infastidire, ma ci assumiamo questo rischio. Sanremo Rock Festival è stato uno dei primi contest con i quali ci siamo misurati e, nonostante fossimo agli esordi, abbiamo raggiunto con soddisfazione la finale regionale.

E poi finalmente è arrivata la decisione di approdare ad Area Sanremo…

La decisione di partecipare ad Area Sanremo è scaturita dalla collaborazione con Why Beat, una produzione di Milano. Questo, seguendo la medesima logica di sempre, farci conoscere, senza nessuna pretesa di “arrivare” in fondo, ma semplicemente per farci vedere dagli operatori del settore. È stata grande la sorpresa, quando tra gli oltre 300 iscritti siamo stati selezionati tra i 40 finalisti, che si sono esibiti al Teatro del Casinò, sede storica, dove una volta si svolgeva il Festival di Sanremo.

Fra gli ultimi brani, “Short Message Service” e “Autobiografia” evidenziano le problematiche date dai social, soprattutto per le nuove generazioni. Quanto sono importanti per voi le piattaforme social, anche lavorativamente parlando?

I nostri pezzi vogliono sempre descrivere e denunciare quello che vediamo ogni giorno, cercando di non perdere quel velo di ironia che ci contraddistingue. E così è anche per i brani “Short message service” ed “Autobiografia”. In generale i social sono croce e delizia del nostro tempo, sono simbolo di uno stravolgimento culturale e sociale, del quale non ne siamo minimamente consci e dal quale, i più giovani soprattutto, sono investiti pienamente…il domani resta sicuramente molto incerto! Tornando un attimo indietro, sappiamo bene, che i social oggi rappresentano un mezzo, che permette a qualsiasi artista (noto o meno), di pubblicare la sua arte e renderla fruibile a tutto il mondo… di contro abbiamo che, come qualsiasi “mezzo”, contiene in sè meccanismi perversi, per i quali, forse, l’arte non è così tanto libera rispetto a un tempo. Tutto questo, soprattutto, viene descritto nel nostro ultimo singolo “autobiografia”.

Cosa vi ha lasciato la partecipazione a Tieni il Palco?

Partecipare a “Tieni il palco” è stata per noi una piacevole sorpresa. Intanto perché, spesso, quando partecipiamo a concorsi e rassegne siamo abituati a palchi con grandi “volumi” e quindi trovarsi a suonare all’interno di un centro commerciale, per chi fa un genere come il nostro, può risultare quantomeno strano o comunque il risultato non sempre è quello sperato. Invece, dobbiamo dire, che siamo rimasti davvero contenti, sia della possibilità di esibirci in questo contesto, sia del successivo premio che è arrivato. Sicuramente, al giorno d’oggi, una delle poche belle iniziative per chi fa musica e trova sempre meno spazio live.

Si può già parlare di progetti futuri?

C’è un progetto futuro di realizzazione di un nuovo disco. Dopo una serie di singoli prodotti e premi vinti, ci vogliamo dedicare alla produzione di un nuovo album, ritornando alle origini di Alternative Rock, non perdendo però la voglia di innovare a livello di sonorità. Le tempistiche di realizzazione dovrebbero essere di minimo 6 mesi.

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A cura di Elisa Iacono – Music-Alive 2020

Pubblicato da Music Alive

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