La storia della musica è costellata di artisti che hanno saputo reinventarsi costantemente, trovando in ogni fase della propria carriera nuove strade per esprimere un mondo interiore in continua trasformazione. Gianfranco GFN è uno di questi. Musicista svizzero-italiano nato a Bienne nell’ottobre del 1966, con oltre quarant’anni di carriera alle spalle, Gianfranco non ha mai smesso di esplorare e di mettersi in gioco, costruendo tassello dopo tassello un percorso musicale coerente e sorprendentemente variegato. Con il suo quinto album, GIOMANÈ, pubblicato nel 2025, si apre un nuovo capitolo, tanto personale quanto universale, destinato a lasciare un segno importante nella sua discografia e nel panorama jazz contemporaneo.
Per comprendere appieno la portata di GIOMANÈ bisogna tornare indietro, alle radici di un artista che si è formato come chitarrista autodidatta e che, già a soli 15 anni, calcava il palco con il suo primo concerto. Era il 1981, e tre anni più tardi vedeva la luce anche il suo primo vinile, un 45 giri inciso nel 1984: i primi segni di una carriera che, sin dall’inizio, non ha mai conosciuto la staticità. Nel 1989 Gianfranco firma la sua prima produzione, ma è nel decennio successivo che si immerge a fondo in quelle contaminazioni che avrebbero definito il suo marchio di fabbrica: Acid-Jazz, Pop-Rock, esperienze di collettivo e di sperimentazione che gli permettono di crescere e affermarsi come figura costante della scena underground, senza mai sacrificare l’originalità.
La vera svolta arriva negli anni Duemila, quando Gianfranco decide di imprimere una direzione nuova e più personale al proprio universo musicale. È il 2011 quando pubblica Linea, il suo primo disco da solista: un debutto che inaugura un decennio prolifico. Dopo l’EP Interlude (2015), nel 2016 esce Downtown in Person 70’s, confermando la sua capacità di giocare con sonorità calde e riconoscibili. Ma è nel 2019, con CA’GIAZZ, che l’artista definisce pienamente il suo stile, battezzandolo con un nome che è diventato sinonimo del suo percorso: MY GIAZZ. Un linguaggio musicale personale e riconoscibile, che mescola Jazz, Blues, Bossa, Funk, Soul e Pop, restituendo sempre un’impronta unica. Non semplice crossover, ma un’identità sonora solida e riconoscibile, costruita sul dialogo tra generi.
Il 2022 segna un’altra tappa importante con l’album Troubadour. Gianfranco si presenta come un menestrello contemporaneo: compositore, poeta e musicista capace di farsi tramite tra mondi diversi. Il disco, registrato al Trilogy Studio di Serrières e arricchito da una vasta rete di collaborazioni internazionali (oltre 20 musicisti tra Svizzera, Italia, Francia e Inghilterra), mostra la sua voglia di condivisione e di avventura musicale. I videoclip che accompagnano i brani, pubblicati su YouTube, ampliano ulteriormente la narrazione, rafforzando il concetto di musica come viaggio, come racconto collettivo.

E oggi, dopo questo percorso, arriva GIOMANÈ. Un titolo che, apparentemente, non ha un significato preciso, ma che porta con sé una forza profonda. “GIOMANÈ non ha un senso proprio” racconta Gianfranco. “Questa parola è nata quando ho composto il primo titolo del disco “Sing the Song”: cantavo con la musica ed è uscita, spontanea, ed è rimasta. È un richiamo alle mie radici e alla mia identità artistica, a un tempo in cui le follie erano possibili. È un suono, un ritmo, un’energia. È un modo per dire: eccomi, questo sono io, oggi. La musica è bella proprio perché ti porta a creare cose che non sai nemmeno da dove vengono… questa è la sua magia.”
Il disco, quindi, è frutto non di un episodio isolato, ma di un mosaico di esperienze. “GIOMANÈ è nato da tanti piccoli frammenti: incontri con persone speciali, viaggi che mi hanno aperto nuovi orizzonti, momenti di solitudine che mi hanno fatto riflettere, avventure particolari. Ogni canzone è una cartolina di vita raccolta lungo il cammino.” Parole che raccontano la profondità di un progetto che non nasce mai a tavolino, ma da un vissuto autentico.
Tra le tracce, una in particolare sembra concentrare la filosofia di Gianfranco. “Boulevard de l’Amour (Fall in Love) è forse quella che mi rappresenta di più: racchiude la mia idea di musica, emozione, energia, apertura verso il mondo. È un pezzo che ti fa muovere, ma ti fa anche sognare. Però ogni brano di GIOMANÈ ha una sua direzione, una sua storia, una vibes speciale.”
La libertà, per Gianfranco, è sempre stata la bussola. “Scrivo in totale libertà, sempre. Non penso a chi ascolterà, non scrivo per compiacere. Preferisco essere autentico e lasciare che siano le canzoni a trovare il loro pubblico. Credo che scrivere ‘alla moda’ non porti a una vera creatività: è quando sei libero che puoi dire davvero quello che hai dentro.”
Ed è proprio questa libertà che ha permesso a Gianfranco di fondare 96 Montigolfiera Publishing, la sua etichetta discografica, nata in parallelo a GIOMANÈ. Un atto di indipendenza e di visione che lo consolida non solo come musicista, ma anche come costruttore di un ecosistema creativo.
Guardando al passato, Gianfranco non ha dubbi: il ragazzo che nel 1984 pubblicava il suo primo disco, oggi gli direbbe di non mollare mai. “Gli direbbe: continua a credere nei tuoi sogni. La strada è lunga e faticosa, ma la musica ti porterà dove devi essere. E non dimenticare mai di divertirti, perché è la gioia che tiene viva la fiamma dentro di te. Non fermarti mai: hai la musica in te. Good vibes… and the show must go on!”
Con GIOMANÈ, dunque, non si tratta soltanto di un nuovo album, ma di un punto di svolta: un’opera che celebra la continuità di un percorso e al tempo stesso apre a nuove possibilità. La scelta di lanciare un’etichetta propria, l’attenzione alle collaborazioni e la fedeltà al suo stile groovy e contaminato rendono questo lavoro un manifesto artistico e personale. Un disco che non vuole soltanto essere ascoltato, ma vissuto come esperienza di crescita, condivisione e ricerca.
GIOMANÈ rappresenta il presente di Gianfranco, ma anche la sintesi di una carriera fatta di passione, dedizione e coraggio. È il frutto di una vita intera dedicata alla musica, dal primo concerto adolescenziale fino a questo nuovo, maturo traguardo. Un’opera che testimonia come la musica, quando nasce da autenticità e libertà creativa, possa continuare a evolversi senza mai perdere le proprie radici. Noi lo abbiamo intervistato per voi!

GIOMANÈ segna un nuovo capitolo della tua carriera: cosa rappresenta per te questo album rispetto ai precedenti?
GIOMANÈ è allo stesso tempo un punto di arrivo e una nuova partenza. Racchiude anni di esperienze, viaggi, emozioni vissute e tante avventure nel mondo della musica, insieme a musicisti provenienti da universi sonori diversi. Rispetto ai miei lavori precedenti è un album più maturo, più consapevole, ma conserva quella curiosità e quella voglia di esplorare che mi hanno sempre accompagnato. È il frutto del mio mondo musicale, costruito passo dopo passo nel corso degli anni.
Hai deciso di fondare la tua etichetta, 96 Montigolfiera Publishing, proprio in occasione di questo progetto: quanto è importante oggi per te il controllo diretto sul tuo percorso artistico?
Avere una mia etichetta significa libertà. Oggi più che mai sento il bisogno di poter decidere le mie composizioni, i miei suoni e la mia direzione artistica. Con 96 Montigolfiera Publishing ho voluto creare un vero e proprio laboratorio creativo, uno spazio dove la musica può volare alto senza compromessi.
Nel corso degli anni hai definito uno stile personale, il MY GIAZZ: in che modo questo linguaggio sonoro si è evoluto fino a GIOMANÈ?
Il MY GIAZZ è nato inizialmente come un gioco di parole, ma col tempo si è trasformato in un vero linguaggio musicale: un mix di groove, soul, acid-jazz e vibrazioni calde. Essendo autodidatta ho costruito il mio universo musicale intorno a generi diversi che hanno fortemente influenzato il mio stile. Con GIOMANÈ ho spinto questo suono ancora più avanti, arricchendolo di nuove influenze, di sfumature inedite e di una maggiore profondità emotiva.
Guardando alla tua lunga carriera, quali sono state le sfide più grandi che ti hanno portato a diventare l’artista che sei oggi?
La sfida più grande è stata restare fedele a me stesso e alla mia musica, anche nei momenti in cui sarebbe stato più facile seguire le mode. Mi sono reso conto che non sarebbe stato autentico. Ho imparato che la coerenza artistica paga, anche se richiede più tempo, coraggio e molta pazienza. Ogni difficoltà mi ha insegnato a trasformare gli ostacoli in energia positiva e creativa.
La tua musica ha sempre avuto un respiro internazionale. Quali reazioni o connessioni globali ti aspetti da GIOMANÈ?
Per me la musica non ha confini, non dovrebbe avere né politica né religione. GIOMANÈ nasce proprio con questo spirito. Mi piacerebbe che arrivasse ovunque ci sia un cuore aperto e la voglia di lasciarsi trasportare. Spero che questo nuovo disco possa creare ponti, emozioni condivise, connessioni autentiche tra persone di culture diverse. Vorrei che facesse sognare, ballare e regalasse momenti in cui i problemi sembrano non esistere più.
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