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Hidden Wolf, dal metal al rap verso l’alba di un nuovo percorso musicale

Music Alive | Marzo 27, 2020

“Qua nella città dove tutto è decadente / tra pettegolezzi e i pregiudizi della gente / sembra che ci siano più serpi che persone / Disagio City è questo il suo nome / in questa città quello che manca è l’ambizione / spesso chi pratica un’umile professione / vuol essere considerato Eroe Nazionale”. Giulio Guberti, in arte Hidden Wolf, esordisce così nel brano “Disagio City”. Siamo di fronte ad un testo carico di comprensibile rabbia nei confronti di chi vive in nome del pregiudizio e del narcisismo. In un mondo, che per troppo tempo è avanzato nella quotidianità schizofrenica di una società per lo più individualista e, in questo momento storico, ha subito una battuta d’arresto, la successione di queste rime echeggia profondamente nel silenzio della stanza. Attraverso l’irruente disappunto colgo l’invito a riflettere su ciò che è stato fino a ieri ed a considerare di poter fare un passo indietro, cercando di recuperare valori e sentimenti oramai arginati.

Il progetto Hidden Wolf, partito nel 2017, traduce il suo vissuto artistico in chiave rap, fatto di alti e bassi (come del resto per tutti), della sua voglia di non arrendersi mai, di una lunga gavetta con diverse band metal tra Ravenna e Bologna (in cui, come cantante, giocava un ruolo musicale diverso) e, soprattutto, di una sana ambizione, dettata dalla voglia di comunicare agli altri la personale visione del mondo e dei modus vivendi circostanti. “Disagio City” risente, come tutto il lavoro di cui fa parte, delle esperienze passate dell’artista Romagnolo, per le strofe reattive, poggiate su un tappeto musicale di chiara ed incisiva prospettiva metal ed il tutto amplificato dal video in cui, con il volto dipinto da zombie nella probabile rappresentazione di una fase decadente, ne è narratore e protagonista. Da evidenziare anche il rap: un flow lento e ben scandito, come a volerne sottolineare il contenuto.

Fra le tante band metal con cui Giulio Guberti ha collaborato, gli Aseptic Ruins (in seguito diventeranno i Nylum) hanno segnato il passo nella sua vita dal 2012 al 2014 e con loro si chiude anche un primo cerchio del suo percorso musicale.  

Nel 2016, con la prospettiva del rap, si presenta al pubblico con nuove incisioni e nel giro di due anni compone il suo album d’esordio, “L’alba del Lupo”, uscito nei primi mesi del 2018, grazie al quale si spalancherà anche il sipario sui live tra l’Xò Cafè di Torino, per le aperture di Cane Secco, Rayden, Inoki, Paskaman, e il Gongaga di Milano, ad aprire Lortex.

“L’alba del Lupo” è un Lp di sette tracce carico a pallettoni, dove dal mirino si punta a bersagli molto sentiti: la società degenere e corrotta della title track ed in “Disagio City”; gli accadimenti storici ed il proprio vissuto in “90’s generation”; i torti subiti e la forza di rimettersi in gioco in “Wolf back in town”, “I’m not a G” e “Fail”; l’incapacità di reagire alle difficoltà della vita in “Gary Cooper”.

Pochi mesi dopo l’uscita dell’album, nel luglio 2018, il singolo “Sunshine” viaggia su Youtube con la sua firma per la stesura dei testi e quella di Dj Aba e Damiano Storelli per il beat, che, stavolta, si immerge in ritmiche fresche ed estive, molto distanti da quanto finora proposto.

Rilevanti anche le collaborazioni in sala di incisione con altri artisti. Nel 2018 si apre una lunga collaborazione con il rapper milanese Patrik Fabio Karmawox ed il brano “Anathem” ne sigilla l’inizio, che proseguirà condividendo eventi e palchi e, sicuramente degno di nota, rimane l’evento Volvemos a La Casa III in piazzale Maciachini a Milano. Il 15 marzo 2019, invece, contribuisce alla realizzazione del brano “Samurai Apocalisse” (scrivendone i testi), uno dei pezzi contenuti nel mixtape “Pimp my Beat” vol.1 di Mene Uturz.

Ancora un lavoro in pista per Hidden Wolf, in preparazione già dal 2018, pubblicatoalle soglie del 2019edistribuito da Grilled Toast Records. Old Skull”,questo il titolo, non risulta meno tosto come contenuto, ma ha cadenza più morbida e basi musicali spesso rafforzate dai sintetizzatori, a dimostrazione di un’evoluzione artistica, pur mantenendo fede al suo stile.

Si parte da “Intro (Here we go again)” e “Old Skull Shit “, due brani che spronano a ripartire, guardando al passato senza rancori e con la prospettiva di migliorarsi.

Si prosegue con “E dopo cosa fai”, una finestra sul mondo di chi segue le mode, valutandone i pro e i contro e traendo le ovvie conclusioni: “sul momento tu lo trovi interessante ed irriverente/poi dopo quando passa non rimane proprio niente”. Il video del brano è una parodia dell’autore alla musica trap.

“Tribute to the Legends”, unico pezzo del lavoro urlato a voce roca, è un tributo alla band statunitense hardcore/hip hop degli Onyx, ma in generale diventa un inno alla musica estrema e di contenuto, le radici su cui poggia il suo percorso di artista rap, che si rivela “Un richiamo dal passato a cui non puoi rinunciare”. Ed è di pochi giorni fa, per la precisione 23 marzo 2020, l’uscita del videoclip ufficiale del pezzo.

”Maledetti voi che entrate nella casa del dolore, della pena, del tormento, della persuasione”. Cosi verseggia “Nella Tela” che, dopo un’introduzione di voci di oltretomba e suoni sintetici, si svela come denuncia contro i tranelli subdoli del male in ogni sua forma: “gioca con la mente/ inganna con le sue parole/ si impossessa dei tuoi sogni e ne fa una melma”.

Musiche filtrate e samplers di suoni e voci per “Il sound che mi piace”, una combinazione di riflessioni su diverse tematiche e, tra queste, su un presente vuoto di contenuti e direzionato verso un inevitabile baratro, colpevole anche un’insoddisfacente politica.

In chiusura, “Back to the Classic”, una sorta di confronto/duello tra musica attuale e i grandi artisti, che hanno regalato intramontabili classici musicali, individuati tra diversi periodi storici studiati e vissuti dall’artista.

Con la fine di gennaio 2019 partono per Hidden Wolf anche live, contest, open mic ed eventi, a cominciare da “The Music Contest” a Carpi (MO) per proseguire conl’evento “Ghostfuckerz vol.1” a Milano e la vincita del contest nella prima edizione dell’”Abacò-N-Test” sempre a Milano.Nel mese di luglio parte per un tour di cinque date in Bulgaria assieme ad altri artisti italiani, mentread ottobre partecipa ad un evento live con altri Rappers del Cisim, presso la sede di Radio Sonora a Bagnocavallo. Con i ragazzi del centro culturale e laboratorio rap Cisim, Hidden Wolf ha più volte condiviso il palco dal 2018 e spesso sotto l’ala organizzativa di Moder, fondatore del centro ed allo stesso tempo uno dei rapper più conosciuti del Ravennate.

Queste solo alcune tappe di due anni importanti, che hanno richiesto un grande impegno lavorativo, a riprova di quanto fosse indovinato il cambio di rotta intrapreso alla metà di questo decennio e che ci hanno dato lo stimolo ad approfondire la conoscenza con l’artista Hidden Wolf.

D.: Avendo avuto esperienza in diverse band metal in passato ed essendoti rivelato un artista molto versatile, potrebbe esserci qualche possibilità di affacciarsi in futuro sul nu metal?

R.: Se ti riferisci alla possibilità di suonare in una band nu metal, penso proprio di no… Più che altro perché mi sono ripromesso di non far parte più di nessuna band… di nessun tipo. In 10 anni in cui sono stato metal vocalist, non sono mai riuscito a trovare la mia giusta dimensione, mentre nel rap mi sento più autonomo e, complessivamente, mi gestisco meglio.

D.: Ascoltando i testi di alcuni brani, appare evidente la tua ammirazione per i grandi della musica. Quali sono stati gli artisti, che di più hanno influito sul tuo modo di scrivere?

R.: Già nel 2012 cominciavo a pensare di dedicarmi al rap. La forza e l’entusiasmo per fare questo passo l’ho trovata negli Onyx, DMX, e Busta Rhymes. Nel rap italiano ho trovato ispirazione soprattutto in Salmo, ma anche negli oramai ex membri del Truce Klan, come Duke Montana, Metal Carter e tanti altri. Per il growl, invece, mi ispiro a tutte le mie band metal preferite… che non sto ad elencare perché sono troppe (ride di gusto).

D.: Come descriveresti l’artista Hidden Wolf con tre aggettivi e perché?

R.: Testardo, tenace e grintoso… semplicemente per il fatto che mi sono messo in gioco, portando un genere che non è compreso da tutti, specialmente in Italia, e questo nonostante le critiche costruttive o anche distruttive che ho avuto. Non ho assolutamente intenzione di mollare e ho ancora tante idee da mettere in pratica per nuovi lavori. Quando salgo sul palco riesco a tirare fuori tutto quello che ho dentro e… quasi sembro un’altra persona!

D.: I tuoi brani rap seguono una logica di stesura? Vale a dire, nasce prima il testo o la musica?

R.: Scrivo sempre ascoltando prima un beat, a volte anche solo perché mi ha colpito un pezzo di Youtube. Se poi quello che ho scritto mi aggrada e decido di andare a registrare in studio, spesso commissiono il lavoro ad un Beat Maker, cosi da avere un beat esclusivo, senza problemi di diritti di copyright o robe del genere.

D.: Domanda d’obbligo: hai già in serbo nuovi progetti musicali?

R.: Si, ho 10 brani rap, ancora più di effetto dei due lavori precedenti, che andranno a far parte di un nuovo album. Avrei dovuto già registrare, ma purtroppo con il Coronavirus è arrivato anche l’obbligo di stare a casa. Tutto quello che posso fare adesso è dedicarmi a nuovi brani e ho già in mente un ulteriore album, dove si sentiranno fortemente influenze metal… più di quanto ho fatto fino ad oggi. Quindi, in questo periodo di quarantena, mi rimboccherò le maniche e scriverò il più possibile!

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A cura di Elisa Iacono – Music-Alive 2020

Pubblicato da Music Alive

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