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Hot Ice è semplicemente “Cool”

Music Alive | Gennaio 15, 2020

Dal 13 gennaio è online su YouTube e su tutte le piattaforme digitali “Cool”, il nuovo provocatorio singolo del rapper Hot Ice.

COOL ED IL SUO SIGNIFICATO

“Cool” è il nuovo brano rap, allo stato più puro, del rapper veneto Hot Ice in cui si parla del rapporto tra “forma” e “sostanza”, tra arte e marketing. In una realtà in cui sembra essere sempre più importante il lato estetico, l’apparenza, l’aspetto formale di ogni cosa (e soprattutto di ogni novità), Hot Ice ci ricorda dell’importanza fondamentale del contenuto, della sostanza, che troppo spesso rischia di venire trascurata, a causa, per esempio, di quella che lui definisce “ansia della visibilità”. Certo, alla base di tutto sono imprescindibili le “idee” giuste, a volte veramente geniali, e al giorno d’oggi è innegabile che anche le strategie comunicative rientrino fra queste. Tuttavia, bisognerebbe sempre tenere presente la “pericolosità” insita nel fatto di fermarsi solamente a queste “apparenze” per giudicare un qualsiasi lavoro e trarre conclusioni spesso fuorvianti. E qui si inserisce un altro tassello fondamentale nel ragionamento: il marketing. Il mercato musicale, si sa, è retto da regole economiche che dettano legge: artisti e produttori che vogliono fare della propria arte un lavoro non possono prescindere dalla considerazione degli elementi più strettamente commerciali. È proprio l’estremizzazione di tale visione che viene presa di mira nel brano “Cool”: il problema non è certo il fatto di guadagnare attraverso la musica (anzi!), quanto piuttosto la più che probabile snaturalizzazione degli artisti e dell’arte in generale, conseguente all’assunzione della prospettiva per la quale “tanti guardano il pubblico e già ci vedono il payback”. Ma c’è di più. In un ambiente, come quello musicale, dove spesso pur di arrivare all’obiettivo si gioca sporco (o comunque ai limiti della correttezza), tra views comprate, followers fake e favoritismi di vario tipo, la realtà dei fatti finisce per essere talmente distorta da poter diventare, per artisti e relativi staff, facilmente manipolabile a loro piacimento. Ecco che allora si crea quel “sistema malato” di cui ci parla Hot Ice, dove vengono spacciati per presunti risultati delle semplici “finzioni”. È però interessante notare come non sempre gli artisti siano pienamente consapevoli di queste dinamiche (ciò è vero per esempio nel caso “di chi ha scelto l’hip hop per l’aspetto monetario”, come ricorda la brillante citazione a Kenzie Kenzei), ma talvolta essi siano soltanto “vittime” di meccanismi e strategie poste in essere, ad esempio, da produttori o etichette varie. Hot Ice precisa comunque che il discorso in questione non vale solamente per la musica, ma per l’arte in generale, macroambito (per così dire) troppo spesso non considerato con adeguata dignità, in cui talvolta, come recita il testo di “Cool”, si ha l’impressione di “fare la spesa da Fresco&Vario, ma qua è tutto avariato e i commessi [leggi, ad esempio, produttori] hanno te nel loro inventario”. Insomma, l’arte non può (e non dovrebbe) essere solamente questione di marketing, di profitto ed, in generale, di sfruttamento economico.

LO SVILUPPO DEL BRANO

Questo è il messaggio che viene trasmesso in “Cool”, attraverso una classica e decisa produzione curata da Nopius (che recupera un sample davvero efficace e potente), una struttura ancora più rap di quelle tipiche della scena underground (con le strofe addirittura di 24 barre), ma un ritornello catchy, semplice e facilmente riproducibile (soprattutto nello slogan “Sei più cool”). La collaborazione tra Hot Ice e Nopius era già stata sperimentata in due brani, pubblicati tra l’altro sul canale YouTube Brain Smokerz (gruppo di cui Hot Ice fa parte): si tratta di “Vera/Mente” ed “Immuni”. Quest’ultimo (presente anch’esso su tutte le piattaforme digitali) è un singolo dal testo davvero molto impegnato, che tratta delle tematiche di guerra e terrorismo, compiendo vari rimandi storici e socio-politici. Con “Cool” viene mantenuta alta l’intensità del testo e del rappato, ma con una produzione ancor più studiata e coinvolgente. Preziosissimi, nella valorizzazione del brano, sono gli scratch, presenti sul finale, di Dj Sticutz, che contribuiscono anch’essi a creare quell’atmosfera del rap italiano anni 2000. Le registrazioni sono state effettuate da Nopius, il quale si è occupato anche della maggior parte del mixaggio. Il master (e una parte del mixaggio) è ad opera de Il Kele, membro anche lui dei Brain Smokerz, così come JettOne, che si è occupato della grafica della copertina.

IL VIDEOCLIP

Ovviamente, il brano non poteva non essere corredato da un videoclip musicale. La regia è stata affidata a James Dawson, al secolo Giacomo Spoladore, giovane padovano che ha già realizzato vari lavori in questo ambito (tra cui il video di “Non” di Marco Iantosca proprio insieme a Hot Ice, ed i video relativi ai brani del rapper padovano Jimmy), ma presenta anche esperienze radiofoniche (Radio Studio 91 Live), televisive (per l’emittente CafèTV24) e cinematografiche con la sua casa di produzione cinematografica indipendente Dawson Films. Le riprese sono state effettuate nel mese di dicembre, in due giorni, con tappa in 4 città diverse. Partendo da San Donà di Piave, Hot Ice e James (insieme ad Arianna Morosin, che si è occupata di trucco, fotografia, aiuto regia e parte delle grafiche promozionali) si sono spostati prima a Pordenone e il giorno dopo a Mestre e Treviso, sfruttando prevalentemente locations e set dallo stile urban ed underground. L’idea di base del rapper era di mostrare parte di questa scena underground ed emergente delle varie località scelte per le riprese, ed è per questo motivo che il video vede la partecipazione di vari rappers locali: Kareem a San Donà di Piave; Bubble e Luther a Pordenone; JettOne a Mestre; Dogon, 2Face e di nuovo JettOne a Treviso. Ma non solo. Per rendere il lavoro ancora più ampio a livello nazionale, Hot Ice ha voluto coinvolgere anche rappers geograficamente più distanti, tramite dei contributi video inseriti direttamente nel montaggio finale. Ecco il motivo per cui nelle scene degli ultimi ritornelli compaiono anche: Blan1 (da Lecco), OldSavageBoy (da Roma), Fever (da Campobasso) e Coba Bacon (da Bologna).

CHI E’ HOT ICE?

Hot Ice, al secolo Giacomo Visintin, è un cantante rap, autore, vocalist, membro del collettivo hip hop “Brain Smokerz”. Ha eseguito vari live (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Milano, Roma e Trapani) in apertura a diversi artisti (tra cui Rayden, Achille Lauro, E-Green, Kiave, Inoki, Ensi, Lord Madness, Murubutu). Vanta anche collaborazioni con Rayden, Raige, Mastafive in “Cuore Amore Determinazione” e con i Jalisse, vincitori del Festival di Sanremo nel 1997, nel brano “4 Marzo”. Partecipa a vari rap contest e concorsi canori con ottimi risultati (tra cui “Words War 2016”, “Vota le Voci 2014”, “Veneto Music Contest 2014”, “Trapani Pop Festival 2017” e “Tour Music Fest 2017”). Il progetto per così dire “intero” più recente è “Il Mare del Vivere EP”, uscito il 6 febbraio 2017, la cui titletrack è contenuta, in una versione riarrangiata, nella compilation “Trapani Pop Festival”. Oltre a questo, Hot Ice ha continuato a pubblicare singoli e collaborazioni. Realizza il brano “Diversamente giovani”, presente all’interno della colonna sonora curata da Giovanni Errera per il film “Niente di serio” con Claudia Cardinale, Gianmarco Tognazzi, Nunzia Schiano, proiettato al Festival di Cannes 2018 fuori concorso per le distribuzioni europee. Attualmente si sta concentrando su vari singoli, nonchè in ulteriori progetti musicali in collaborazione con musicisti bolognesi e con il cantautore irpino Marco Iantosca. Nel 2019 intraprende anche una collaborazione con la compagnia teatrale Streben Teatro per lo spettacolo teatralmusicale “La Rockstar”. È in progetto il suo primo album vero e proprio, che avrà un sound più pop-rap e sarà curato insieme allo stesso Marco Iantosca e a tutto lo staff che ha contribuito alla realizzazione del singolo “La Compagnia dell’Indie”.

Pubblicato da Music Alive

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