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Comunicati STAMPA

I Sospesi: l’intervista

Music Alive | Giugno 16, 2021

I Sospesi sono una band alternative rock che con i propri testi si oppone alla hustle culture, alla società perfomativa e alla stigmatizzazione dell’errore.

Nascono nel 2016. nel 2017 esce il debut EP “Crederci“, a cui seguono una trentina di date in tutta la Lombardia. Nel settembre dello stesso anno, divenuti stabilmente tre, ripartono con il nuovo singolo “Le Nostre Foto“, in uscita a novembre 2018, registrato presso l’Edac Studio di Davide Lasala, con la produzione di Giorgia D’Eraclea dei Giorgieness. Nello 2019, la lista delle aperture si allunga: Endrigo, Urali ma anche Lombroso ed Edda e la band vince l’Andalo Rock Contest. Nel giugno 2021, con una formazione a 5, esce il singolo “Foglie”, primo estratto dall’album “Tentativi ed errori” prodotto, registrato e mixato da Andrea Maglia e Meme Gerace presso il Bleach Studio di Gittana (LC), masterizzato presso La maestà Mastering studio.

Ecco cosa ci hanno raccontato!

Foglie è un brano autobiografico?

Vi è mai capitato di dare troppa importanza a qualcuno durante il vostro percorso musicale? E’ un mix di esperienze personali, condivise nella band ma anche di esperienze di chi ci circonda. Sì, ci è capitato anche di dare troppa importanza a qualcuno durante il percorso musicale. Rimani scottato ma impari a distinguere gli amici veri da chi in quel momento ha solo bisogno di te.

Avete voglia di raccontarci qualcosa delle vostre esperienze con Edda, Endrigo e i vostri concerti in giro per la Lombardia?

Di Edda possiamo dire che è un patatino <3 eravamo a due passi da un mito e lui ci trattava come se fossimo amici da sempre. Poi quella sera, all’Andalo Rock, fu memorabile! Finimmo ubriachi a farci i selfie con il sindaco di Andalo (anche lui alticcio). Le Endrigo sono un pezzo di cuore. Siamo andati da loro per live o videoclip ogni volta che potevamo! Il nostro primo incontro risale ad un’edizione dell’Indiealet, dove aprivano ai Gazebo Penguins. Sapendo che ci eravamo fatti 160 km di autostrada per loro, ci hanno accolto come fossimo fratelli. E’ bello quando una band più grande, è così tanto inclusiva con te. Alla presentazione del nostro primo EP, nel 2017, si fecero 160 km per venirci a sentire in una baretto minuscolo. Uno dei concerti più belli però, è stato a Como. Era il classico concorso dove devono vincere gli amici degli amici, ma non avevano partecipanti e ci chiesero di suonare. Da programmi dovevamo essere in scaletta alle 20:00, abbiamo suonato all’1:00. Senza cena e con il bere, acqua per il palco compresa, pagato da noi.il “fonico” durante il nostro live aveva lasciato mute le spie ed era andato a bere. Abbiamo suonato con talmente tanta rabbia e grinta che quando siamo scesi dal palco la gente urlava il nostro nome e alla fine ci han dovuto premiare come band “co-vincitrice”. Abbiamo finito il merch quella sera. Chissà come mai non abbiamo mai avuto possibilità di riscuotere il premio del concorso 🙂

Cosa potete raccontarci della vostra scena locale?

E’ rimasto poco. I locali con la pandemia si sono decimati ma qualche progetto musicale interessante c’è ancora! Amandla, Gli Occhi degli Altri, Cheriach Re, i finnegans, solo per dirne alcuni

Prossimi step del vostro progetto musicale?

Fare una svolta trap a sorpresa. No scherzo, usciranno dei video/podcast di un percorso che stiamo facendo con una psicologa, analizzando i temi del disco. Poi a settembre l’album, altri singoli e speriamo tanti live!

Pubblicato da Music Alive

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