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Ignazio Deg, l’intervista

Music Alive | Giugno 29, 2021

Da venerdì 11 giugno sarà in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “Come sale”, il nuovo singolo di Ignazio Deg prodotto da Max Calo (fratello del noto cantautore Bungaro nominato ai Grammy Music Awards per l’album di Youssou N’Dour e che vanta collaborazioni internazionali con artisti del calibro di Michael Buble, Patty Smith, Anastacia, per citarne alcuni, oltre che le collaborazioni italiane con Fiorella Mannoia, Francesco Renga, Irene Grandi e Noemi) e scritto  da Max Calo, Giuseppe Solydago e Deg.
Come sale racconta di un padre che odia i gay e che successivamente scopre di avere un figlio omosessuale. E così dopo tanti scontri, l’amore incondizionato vince.
«Quanto conta l’amore? quanto le proprie convinzioni?» Sono le domande ricorrenti in questo nuovo lavoro dell’artista mesagnese. Una storia raccontata senza fronzoli e soprattutto senza sovrastrutture; “Come Sale” parla in maniera semplice e diretta dell’incapacità di un padre di accettare l’omosessualità del proprio figlio come se quest’ultima fosse un fardello talmente pesante da portare da preferire l’allontanamento.
Come Sale” è l’ennesimo replay vissuto da tanti ragazzi e ragazze che ogni giorno devono lottare per rivendicare la propria dignità e i propri diritti in un mondo spesso bigotto ed intransigente.
Spiega l’artista a proposito del suo nuovo inedito«il ritornello racconta di quelle ferite inferte dalle nostre convinzioni, dalla logica dei Taboo con la quale siamo cresciuti e che spesso ha condizionato in maniera determinante la nostra incapacità di accettare gli altri per quello che sono».

Qual è il pubblico che secondo te può apprezzare maggiormente la tua musica?

Da quello che vedo, dai commenti sui social, dai messaggi che ricevo, dalla gente che mi ferma per strada posso dire che il mio pubblico non ha una età definita.

Se dovessi convincerci ad ascoltare “Come sale” con una sola frase, cosa diresti?

Sicuramente ‘’ quanti notti perse in strada’’ da lì parte subito il viaggio che racconta una storia.

Come dovrebbe essere secondo te un live perfetto?

Quello che è perfetto per me non è perfetto per un’altra persona. Credo che un buon live dovrebbe dare la possibilità a tutti di ascoltare bene la musica attraverso una attrezzatura professionale. E poi un buon live deve secondo me avere un grande rispetto per il pubblico. Ad esempio, a me piace moltissimo coinvolgere il pubblico, renderlo partecipe in sostanza.

Come senti di essere evoluto dall’inizio della tua carriera musicale ad oggi?

Al di là dei numeri, in questi quattro anni di musicista sento sicuramente una crescita, una maturità ma tanto altro c’è da fare. Ogni giorno impariamo qualcosa di nuovo. E poi io sono come i gatti, amo la curiosità e imparare cose nuove e fare nuove esperienze

C’è un artista, italiano o straniero, con cui vorresti incidere un pezzo?

Assolutamente si, il suo nome è Lorenzo jovanotti

Pubblicato da Music Alive

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