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“Latte di qualità” l’ultima opera artigianale de Il Sarto

Music Alive | Novembre 17, 2020

Mattia Sartori, cantautore padovano, ama trascorrere le notti a confezionare musica in una vecchia sartoria ed è di certo un conoscitore della scrittura, per la capacità di vestire i suoi lavori con un “taglia e cuci” molto originale, non a caso ha scelto come nome d’arte Il Sarto; ogni frase è il frutto di una meticolosa operazione artigianale, permettendo in questo modo ai suoi componimenti di trovare spazio nella canzone d’autore italiana.

Ha un trascorso molto interessante, a partire dalle collaborazioni: Carlo De Bei (Matia Bazar e Mango), Matteo Favretto (Enrico Santacatterina e Rudy Rotta), Alberto De Rossi (Alexia).

Dopo una strada fatta di live tra locali e festival veneti come frontman di cover e tribute band, grazie al suo amore per molti cantautori italiani (Battiato, Dalla, Ruggeri, Venditti, Vecchioni ed ultimamente Umberto Maria Giardini), decide di partecipare con un suo progetto, “Il Sarto inedito”, a Musicultura, TourMusicFest e SanremoRock.

Nel 2016 esce il suo Ep di debutto, “Insoluti”, un concept di rock italiano e di seguito quattro singoli: “Com’era semplice” del 2017, “La retta via” del 2018, “Stella di mare” del 2019 e “Latte di qualità” del novembre 2020.

“Latte di Qualità” è l’ultimo inedito in ordine di uscita, i cui testi e musica sono de il Sarto e la produzione artistica di Matteo Favretto, mentre il videoclip, girato sui colli trevigiani con la partecipazione della figlioletta dell’autore, è stato prodotto dalla Green Nektar Production.

Una chitarra classica, strumento dominante del lavoro, apre e conduce il brano assieme alla voce limpida dell’artista per tutta la sua durata. Il mood a tratti malinconico e le melodie incantevoli e vellutate si rivelano evocativi delle atmosfere e dei luoghi del videoclip. Su cotanta base musicale, l’autore ci svela le tinte della stesura; cosi come un vestito non può essere privo di colore, anche il brano possiede le armocromie del testo, dove trovano spazio le brillanti sfumature di una vita a stretto contatto con la natura, con la terra (“Prendi il sentiero di pini che porta al falò/odora muschi e licheni/spegni il telefono”) e i toni caldi che sanno di casa, di amicizia (“c’è quel sapore che ha il latte di qualità/ti senti sola in città/bevi un bicchiere”). Una frase appuntata nella seconda strofa, come uno spillo su un’imbastitura, sottolinea l’importanza dei veri valori: “A casa mia c’è chi lotta per sopravvivere”.

L’easy listening del brano è convincente e risulta un tassello fondamentale ai fini del coinvolgimento emotivo e di una morale, che ci riporta verso quel mondo privo del superfluo, libero dai condizionamenti dati dalla tecnologia e dove il “sacrificio” diventa una risorsa per costruire un degno futuro.

Purtroppo, causa covid, alcune date live de il Sarto, come per tutti, hanno avuto uno stop, ma la voglia di progettare non ha subìto variazioni di sorta e alla domanda: “Qual è il tuo sogno?”, la risposta è stata disarmante: “Un tour nelle sartorie italiane!”.

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A cura di Elisa Iacono

Music-Alive – Ufficio Stampa 2020

Pubblicato da Music Alive

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