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iLego, la musica come riscatto di vita: dal camion al palco di “I Wanna Sing, I Wanna Dance” fino al debutto con “Boom Boom”

Ci sono percorsi artistici che non nascono tra le mura protette di un’accademia o sotto le luci riflesse dei social network, ma si plasmano sulla strada, tra il sudore del lavoro quotidiano, i viaggi solitari e le cicatrici che la vita inevitabilmente lascia lungo il cammino. Quella di Luca Puraccini, in arte iLego, è prima di tutto la storia di un uomo comune; una storia radicata nell’umiltà, nella dedizione e in quella tenacia tipica di chi ha imparato fin da giovanissimo a guadagnarsi ogni singolo traguardo.

Nato il 6 novembre 1975 sotto il segno dello Scorpione — un «uno Scorpione anomalo», come ama definirsi lui, lontano da ogni rancore ma dotato di un’incrollabile testardaggine —, Luca scopre la musica a soli 5 anni quando riceve in dono la sua prima chitarra. Senza la possibilità economica di frequentare una scuola di musica, comincia a strimpellare guidato solo dall’istinto e dal senso del ritmo, ascoltando i grandi protagonisti della scena italiana degli anni ’90, da Jovanotti a J-Ax e gli Articolo 31, passando per gli 883 e il mito di Lucio Battisti, sviluppando al contempo una viscerale passione per le sonorità rock-metal e rap.

La vita, tuttavia, lo chiama presto a rimboccarsi le maniche. A 15 anni parte per la Germania per lavorare in una gelateria durante la stagione estiva, trovando nel suo fidato walkman l’unico vero cordone ombelicale con casa. Poi il lavoro come falegname a 16 anni, la passione per le arti marziali a 20, l’esperienza come artigiano montatore che lo porta a viaggiare in tutta Europa — trascorrendo anche un intenso anno a Londra — e infine la decisione di prendere le patenti superiori per guidare i camion, seguendo l’esempio del nonno e degli zii.

La svolta della maturità arriva nel 2014 con la nascita della figlia Aurora, la gioia più grande della sua vita. Ma il percorso si fa in salita: alla fine del 2023, dopo la complessa e dolorosa fine del suo matrimonio e un periodo di forti turbolenze personali, Luca cerca nell’espressione musicale una via di sfogo e di rinascita. Ricomincia a cantare nei locali di karaoke ed è proprio durante una di queste serate, mentre interpreta “Meraviglioso” dei Negramaro, che viene notato da Lucia Pupolin (in arte Houston), autrice, direttrice artistica e produttrice di “I Wanna Sing, I Wanna Dance”.

Lucia ne intuisce immediatamente la profonda autenticità e lo invita a mettersi in gioco nel suo format televisivo. Per Luca si apre così il percorso che lo porterà a debuttare sul palco del talent in onda su Canale Italia con il nome d’arte iLego — un nome nato dalla metafora della vita fatta di pezzi che si incastrano, si distruggono e si possono ricostruire con dedizione, scritto con la “i” minuscola attaccata per ragioni di copyright.

Accanto all’esperienza del talent, la collaborazione con la sua produttrice ha dato vita anche al suo debutto discografico al di fuori del concorso televisivo. Nato dalla volontà comune di lanciare un brano estivo dal ritmo travolgente, prende forma “Boom Boom”, una traccia solare ed energica ideata da Luca al volante del suo camion. Coprodotto da Lucia Pupolin e arrangiato a quattro mani da quest’ultima con il M° Massimo Passon presso il Master Studio di Udine, il singolo sarà disponibile su tutti gli store digitali a partire dal 15 agosto (con successivo lancio radiofonico) e si propone come un vero inno alla gioia di vivere.

In vista del suo imminente debutto televisivo a “I Wanna Sing, I Wanna Dance” (in onda dal 23 agosto 2026 su Canale Italia), noi di Music-Alive abbiamo incontrato Luca per ripercorrere la sua storia, capire cosa rappresenta per lui questa rinascita e scoprire il profondo legame artistico e umano che lo unisce alla sua produttrice.

Dai viaggi a Londra alle stagioni in Germania da giovanissimo, fino al lavoro come montatore e al volante del tuo camion: la tua vita è sempre stata fatta di strada, lavoro duro e impegno. Come nasce l’ispirazione per “Boom Boom” in un contesto così quotidiano e cosa ha fatto scattare in te l’esigenza di lanciare una traccia così piena di energia e voglia di ballare?

La musica è sempre stata parte della mia vita, anche se fino ad ora non ne era mai stata la protagonista. Mi è sempre piaciuto scrivere per liberare ciò che avevo dentro. Da quando ho conosciuto Lucia, ho iniziato a scorgere la speranza di poter dare voce alle mie parole e ho preso a scrivere ogni volta che ne sentivo il bisogno. Ci sono diversi progetti in cantiere di cui per ora non voglio anticipare nulla; scrivere contenuti importanti mi serviva per sfogarmi, ma con l’arrivo dell’estate ho avvertito il forte desiderio di ricominciare a vivere e mi sono detto: «Luca, balla!». Complice anche la spinta di Mac, grande ballerino caraibico e coreografo, ho ascoltato questa mia voglia di liberarmi e da lì è nata “Boom Boom”.

La scelta del tuo nome d’arte, “iLego”, affonda le radici in un’idea di vita metaforica e profonda: l’immagine di mattoncini che si incastrano, che si possono smontare o distruggere in un attimo, ma che con dedizione si possono sempre ricostruire. In che modo questa filosofia descrive il tuo percorso umano e musicale dopo i momenti difficili che hai attraversato?

È stato proprio il mio percorso, sia umano che musicale, a portarmi verso questa filosofia di vita. Tra tutto quello che ho passato, costruito, perso, ricostruito e riperso — al di là dei singoli dettagli —, sono state proprio le mie esperienze a farmi concepire questa visione del mondo come una vera e propria ideologia personale.

Il tuo percorso ha trovato una svolta fondamentale quando Lucia Pupolin (Houston) ti ha sentito cantare per la prima volta in un locale. Che cosa rappresenta per te il Talent Show “I Wanna Sing, I Wanna Dance”, quale valore attribuisci al lavoro svolto insieme a Lucia e a Massimo Passon al Master Studio di Udine, e cosa provi al pensiero di salire per la prima volta sul palco di Canale Italia per far ascoltare la tua musica al grande pubblico?

Più che una semplice svolta, l’incontro con Lucia ha segnato la vera e propria nascita del mio percorso musicale. Prima la musica era solo un sogno; grazie a Lucia quel sogno ha preso vita, e per questo non posso che ringraziarla di cuore. È una persona e una professionista davvero speciale. Allo stesso modo, un valore enorme va al lavoro svolto con il grande Max (Massimo Passon), un professionista capace e una persona squisita, e ai consigli e al sostegno di Mac durante le prove.

Il talent “I Wanna Sing, I Wanna Dance”, ideato e condotto da Lucia e co-condotto da Mac, per me è stato una porta che si è aperta grazie alla fiducia che Lucia ha riposto in me. È quella porta di cui cerchi la chiave per tutta la vita e, quando ormai stai per perdere le speranze, arriva la persona giusta che ti mostra quale sia la chiave corretta. Ora che l’ho aperta non voglio più chiuderla: voglio dare tutto me stesso, imparare e lasciare il segno. Sto seguendo le lezioni e le masterclass del talent per crescere ancora. Il mio obiettivo e il mio augurire per il futuro è quello di tornare un giorno nel programma di Lucia non più come concorrente, ma come ospite speciale. Ho una grande volontà di fare e di essere: ho ancora molto da imparare, ma da buon Scorpione non mi arrendo e non mi arrenderò mai finché non otterrò ciò che desidero. E quello che voglio è crescere in tutti i sensi ed essere. Sì, io voglio essere.

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