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IRA GREEN: NUOVE USCITE IN PROGRAMMA!

Music Alive | 18 Ottobre, 2019

Scopri le novità in arrivo per la rocker italiana da milioni di views e fans in tutto il globo

Corre l’anno 2015 e alle blind auditions di The Voice una voce femminile fa sgranare gli occhi a Piero Pelù in pochi secondi. Il brano in questione è Black Dog” dei Led Zeppelin e la voce in questione è quella di Ira Green, che in quel momento non sapeva che quella performance le avrebbe cambiato la vita.

Ira Green, all’anagrafe Arianna Carpentieri, si avvicina alla musica rock grazie soprattutto ai genitori: dopo aver sperimentato varie discipline come danza classica, danza hip hop e teatro per vincere la timidezza (e chi lo direbbe, vedendola e ascoltandola oggi?), inizia una lunga gavetta con le sue cinque band in giro per i locali della Campania, per poi approdare al talent The Voice nel 2015. Oggi il video della cover di Black Dog ha superato il milione di visualizzazioni solo sul canale ufficiale dell’artista ed è anche stato inserito in varie compilation YouTube, tra cui quella con le dieci migliori esibizioni rock di The Voice, che ha raggiunto i 29 milioni di views.

Terminata l’avventura in tv, dove con la sua voce unica e potente ha coverizzato anche AC/DC, Black Sabbath e Nirvana, Ira parte con un tour che parte da Napoli, tocca Milano e i maggiori festival metal esteri in Svizzera, Austria e Francia, per concludersi a Ercolano insieme ai Litfiba.

Il suo primo singolo inedito “Mondo senza regole”, autoprodotto per non adattarsi alle proposte discografiche non in linea con la sua natura, esce a settembre 2015: un assoluto successo sia su Itunes, dove entra nella Top 100 generale di Itunes Store, e su YouTube, dove supera in un mese le 100.000 views. “Mondo senza regole – dice Ira Green – parla della società odierna che vede il male in persone che si differenziano dalla massa, ma anche della non accettazione di se stessi, e talvolta dell’odio verso se stessi. Il video è molto esplicito in tal senso…”. Un pezzo inquieto e carico di energia, di cui si può apprezzare anche il video ufficiale qui:

A settembre 2016 esce il singolo “I’m wrong”, un brano intenso in cui si sentono forti e chiare influenze di band come Black Label Society e Alter Bridge e in cui la lingua inglese del testo fa risaltare la potenza e il graffiato della voce di Ira. Un testo deciso e determinato nel suo stile, che dichiara: “I’ve got faith / And I’m strong / I go on my own / ‘Cause I’m not scared of anyone”

Un mese dopo esce il primo album dal quale il singolo era stato estratto: l’album si intitola “RE(be)LIGION”, è interamente in inglese e possiamo definirlo una vera e propria montagna russa emozionale, in cui Ira ci permette di conoscere sia il suo lato tosto e arrabbiato, sia il suo lato dolce e introspettivo. Si alternano infatti brani più cupi e dall’atmosfera grunge come “You’ve got the sun”, che tratta un tema terribilmente attuale come il bullismo e “Fall asleep”, una struggente riflessione sulla perdita delle persone care, a bellissime ballad come “Love can stop the rain” (dove, per parlarci del peso dei pregiudizi, troviamo una intro poetica in stile Stairway to Heaven e un’esplosione finale più vicina a Korn e Trivium), “Light from your eyes” e “I’m still calling you”, a pezzi arrabbiati, aggressivi e imponenti come “You can’t control me”, “Gravity soldier” e la title track dell’album “RE(be)ligion”

Il secondo singolo tratto dall’album, “Light from your eyes”, uscito a dicembre 2016, è una ballad dolce e dalle atmosfere sognanti, che ci stupisce con una intro di flauto traverso e la delicatezza propria di chi le emozioni le vive intensamente e sa raccontarle nel modo giusto: “When someone hopes you die / I’ll save with a smile / (…) / Your essence seems my own / I think no one can be like you”. L’amore autentico e inarrestabile.

A febbraio 2017 esce il terzo singolo estratto dall’album, una ballad malinconica e dalle sonorità più blues e southern rock, che racconta cosa si prova quando una persona a noi cara sta soffrendo e vogliamo starle vicino, su cui è stato realizzato un video ufficiale che si può trovare qui:

 Ovviamente nell’album non mancano brani grintosi di puro hard rock come “You can’t control me”, dove il sound di Five Finger Death Punch e Black Sabbath la fa da padrone e sentiamo scream degni di Chester Bennington, ad esaltare l’urlo di sfogo.

 Mentre la title track dell’album “RE(be)LIGION” strizza un po’ l’occhio al punk, sollecitando chi ascolta a ribellarsi alle prigioni e al controllo che la società ci impongono, ad esempio tramite la religione, un’altra perla di vero hard rock, duro e graffiante, dall’impronta metal, la troviamo in “Gravity soldier”: un pezzo che vuole spronare, scuotere e svegliare le menti che vi consigliamo di ascoltare qui:

A gennaio 2017 partecipa allo Sweden Rock Festival e ottiene un’ottima undicesima posizione su 900 band: questo fa sì che il Festival Rock Feminino in Brasile la chiami a presenziare come giudice.

L’ultimo singolo pubblicato è “Fino alla fine”, uscito il 23 aprile 2017, proprio nel giorno del compleanno di Ira. Un brano che incoraggia a non arrendersi mai, nonostante a volte possiamo sentirci persi e vedere tutto grigio, perchè esattamente come per il protagonista del video, prima o poi la svolta arriva.

Nell’autunno 2017, ispirata dal suo viaggio negli USA, Ira decide di realizzare una cover di “The eye of the Tiger”, storico brano della colonna sonora della saga di Rocky, il cui video su YouTube ha superato le 750.000 visualizzazioni. Visto il riscontro super positivo, ecco l’idea di reinterpretare le canzoni più belle tratte dalla soundtrack del franchise di marca Stalloniana, con cui conquista gran parte del pubblico americano, ricevendo anche tantissimi attestati di stima dai fan club di Rocky in tutto il mondo.

Nel frattempo Ira matura il desiderio di incidere un secondo disco ed è l’incontro provvidenziale con Fabrizio Simoncioni, produttore storico di band come Litfiba, Ligabue e Negrita a dare il “la” necessario. Il primo step è il crowdfunding, che va ben oltre le aspettative raccogliendo più di 12.000 euro. Il secondo step è di terminare le date live in giro per l’Italia e l’Europa e chiudersi in studio a registrare.

Il concept album sarà completamente in italiano, si chiamerà “7” e avrà come tema i sette vizi capitali, raccontati dai peccatori stessi; il primo peccato di cui Ira ci canterà è l’ “INDIEvidia (Invidia)”, con il singolo che verrà pubblicato venerdì 1 novembre anticipando l’uscita del disco prevista per il 30 novembre.

Troveremo a collaborare con Ira grandi nomi, professionisti della musica e del web: Cesareo (chitarrista di Elio e le storie tese), Federico Sagona (ex tastierista Litfiba, Pelù e Noemi) e Fabrizio Simoncioni (producer e tastierista dei Litfiba) hanno dato il loro contributo in sala di registrazione; nel video di “INDIEvidia (Invidia)” troveremo due ospiti d’eccezione come Roberto Parodi, giornalista famoso per i suoi video dissacranti, e SuperDen, youtuber di successo con più di 400.000 iscritti al suo canale e milioni di views per ogni sua pubblicazione.

L’album prevede la partecipazione di Marco Branca, Andrea Sora, Sebastiano Danelli e Salvatore Laurella; è stato registrato da Marco Branca negli MBS studios di Brescia, mixato da Fabrizio Simoncioni – DpoT studio (Prato) e masterizzato da Andrea De Bernardi – Eleven Mastering (Busto Arsizio).

“7” uscirà il 30 Novembre in tutti gli store digitali e sarà disponibile in copia fisica sulla sezione shopping del sito ufficiale di Ira.

Date queste ottime premesse, se non siete ancora diventati IRAcondi (ovvero fan di Ira Green), stay tuned e state pronti a diventarlo!

Abbiamo colto l’occasione per rivolgere a Ira qualche domanda, sperando di strapparle qualche spoiler….

D: Partiamo dalle origini. Ci racconti del tuo nome d’arte? Da dove arriva, quando lo hai scelto, se già lo usavi con le band dell’inizio della tua carriera?

R: Il nome mi è più stato dato che scelto. Ira mi chiamavano per via di un carattere parecchio violento e tendente all’irascibilità. Diciamo che non lasciavo scampo a chi mi veniva a pestare i piedi. Green è un personaggio teatrale androgino che nella storia scende sulla terra per creare vie di comunicazione tra gli essere umani. Il composto è l’unione di due cose che fanno l’una da contrappeso all’altra. Da lì non mi si è più staccato di dosso.

D: Una o più persone che ringrazi per aver creduto in te e, cosa più difficile, una o più persone che ringrazi per non aver creduto in te. Ci sarà sicuramente stata una qualche esperienza o relazione negativa che però ti ha lasciato un insegnamento importante rendendoti quella che sei oggi.

R: La persona che ringrazio ogni giorno è Marco Branca. Si è preso la briga di non lasciare che il mio carattere tendente alla malinconia mi trascini verso il basso e di farmi credere di più nella mia mente. Le persone che mi sostengono le ringrazio ogni giorno. Tramite quelle piccole attenzioni che quando posso, voglio assolutamente dare. Persone che non hanno creduto in me? Certo. Ci sono. Ma le lascio nel loro pozzo di commenti negativi e neri. Spesso le persone amano nascondersi dietro un “non vali nulla”, con muso duro e braccia conserte per nascondere un “non ho il coraggio di farlo”. Quindi preferisco dedicarmi a chi mi è, e mi sarà ancora vicino.

D: Ira come nome d’arte che è anche uno dei sette peccati capitali, RE(be)LIGION il primo album, 7 il disco in uscita. Appare ovvio il filo conduttore. Eppure se si pensa a Napoli, una delle prime immagini che saltano in mente è San Gennaro e il cosiddetto miracolo del sangue, la fede che tocca livelli di fanatismo…. Contrappasso, nausea da esasperazione, scelta ragionata, c’è stato qualche episodio che ti ha spinta a ribellarti alla religione….?

R: Non mi ribello alla religione, mi infastidisce il “vestito” della religione. Quel mantello di assoluta sapienza che rende le persone presuntuose a tal punto di saperti descrivere perfettamente cos’è l’amore e come si ama correttamente. Non mi piacciono le regole che legano l’essere umano ad un continuo reprimere le emozioni e i riflessi. Non mi piace vedere gente che piano viene anestetizzata da scelte altrui. Tutto qui.

D: Dici “7” e una delle prime associazioni è il film cult di David Fincher con Brad Pitt, Morgan Freeman, Gwyneth Paltrow e Kevin Spacey. La scelta del titolo dell’album può essere vista come un omaggio?

R: Adoro quel film, è indubbio. Rappresenta la follia controllata. In un certo qual senso è ciò che cerco di raccontare io. Purtroppo non è un omaggio, ma magari potrebbe esserlo “involontariamente”.

D: Prima di dedicarti completamente alla musica, hai praticato danza e teatro. Com’è ora il tuo rapporto con queste discipline artistiche? Continui a coltivarle? Altre passioni nel settore, ad esempio il cinema per richiamare la domanda precedente?

R: Quando riesco, mi diverte cercare video di danza, qualsiasi essa sia (tirando fuori reaggeton). Quando qualcosa è fatta bene e con dedizione è sempre bella da guardare. Il teatro un po’ meno, dato che non sono riuscita a capire a pieno l’ambiente. Molte persone avevano traumi assurdi che esorcizzavano facendo teatro. Io lo facevo perché mi divertiva fingermi qualcun altro.

D: Nell’album in uscita saranno presenti grandi nomi di professionisti della musica. Com’è stato lavorare con loro?

R: Immagini sempre, quando sei ragazzino/a quelle scene dove qualcuno di veramente mastodontico, artisticamente parlando, è con te su un palco. Ma quando si realizzano cose del genere viene spontaneo comportarti di conseguenza. E fare in modo che il rispetto sia reciproco. L’educazione non deve mai mancare. Per me è solo un onore. Cesareo è un uomo gentilissimo, cauto e molto preciso nel suo lavoro. Federico Sagona è un drago delle tastiere, creativo, aperto mentalmente e non ha paura di osare. Poi c’è Fabrizio Simoncioni, che ormai conosco da tre anni. La prima volta che andai nel suo studio mi sembrava di essere in un parco giochi. E’ una delle persone più genuine che io abbia conosciuto. Adora le sfide ed è molto schietto, particolare che per me conta tantissimo. In uno dei brani dell’album ha suonato anche lui. Lo proposi per gioco e lui accettò. E in questi casi non puoi far altro che sorridere fino a perdere la sensibilità mandibolare.

D: A livello di sound cosa possiamo aspettarci da questo nuovo album? Sei rimasta fedele alle sonorità classiche di rock, grunge e metal o ci stupirai con qualche suono diverso o sperimentazione?

R: Quest’album è stato scritto ben due volte. Infatti ci sono voluti due anni di lavoro per capire a cosa volevo arrivare. All’inizio ero caduta nel sound più vicino a quello di “Seattle”, tra il dannato e il ballad. Poi a metà anno scorso sentii qualcosa che mi ronzava per la testa e volli provare ad aprirmi a quello che è stato il rock in Italia. Ascoltai di tutto. Per un periodo non mi sono mossa di casa. Fino a raggiungere il sound di oggi. Ho unito quello che ero con quello che adesso sento di essere. E sono felice del risultato.

D: da buona italiana non posso non chiederti…. se fossi un piatto, quale saresti? E via di peccati di gola, per rimanere in tema 🙂

R: Decisamente spaghetti all’aglio e olio. Semplici, forti e adatti a qualsiasi orario.

Contatti:

website: https://www.iragreen.it/

YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCDkoecm7UD50vrHtXye1gyQ 

Facebook: https://www.facebook.com/IraGreenOfficial 

Instagram: https://www.instagram.com/ira_green_official/

A cura di Francesca Saglia

Pubblicato da Music Alive

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