Nel panorama dei talent musicali, il vero banco di prova non è soltanto la vittoria, ma ciò che accade dopo. Quando un percorso televisivo riesce a trasformarsi in un progetto artistico concreto, allora significa che dietro c’è una struttura capace di accompagnare davvero un talento verso una dimensione professionale.
È quanto accaduto a ISA, vincitrice dell’edizione 2025 di I Wanna Sing I Wanna Dance, che oggi debutta ufficialmente con il singolo “Impossibile”, nato dal Premio Whitney, riconoscimento assegnato al primo classificato della categoria canto.
All’interno del format, il Premio Whitney non rappresenta soltanto un simbolo di vittoria, ma un percorso concreto di produzione: studio di registrazione, lavorazione del brano, sviluppo artistico e avvio della distribuzione. Un passaggio che segna la trasformazione da concorrente a interprete discografica.
Il cammino di ISA all’interno di I Wanna Sing I Wanna Dance è stato fatto di crescita, gestione dell’emozione, responsabilità interpretativa e consapevolezza. Elementi che oggi emergono nel suo primo singolo ufficiale.
“Impossibile” è un brano intenso, melodico, costruito su una forte dimensione emotiva. Una canzone che racconta un amore non corrisposto con delicatezza e verità, lasciando spazio all’interpretazione e alla sensibilità vocale.
Abbiamo parlato con ISA del suo percorso nel programma, del significato del Premio Whitney, del ritorno sul palco come super ospite e delle emozioni che accompagnano questo nuovo inizio.

Vincere I Wanna Sing I Wanna Dance è stato un momento decisivo della tua carriera. In che modo quel percorso ti ha preparata davvero al debutto discografico?
Vincere I Wanna Sing I Wanna Dance mi ha dato innanzitutto consapevolezza. Durante quel percorso ho imparato a gestire l’emozione, il palco e la responsabilità di raccontare qualcosa di vero attraverso la voce. È stato un passaggio fondamentale perché mi ha fatta sentire pronta non solo a cantare, ma a rappresentare me stessa artisticamente in un progetto discografico.
Il Premio Whitney non è solo una targa o una coppa, ma un progetto concreto di produzione. Quando hai capito che quella vittoria si sarebbe trasformata in qualcosa di reale?
Quando siamo entrati davvero in studio e ho iniziato a lavorare sul brano, ho capito che il Premio Whitney non era solamente una targa o una coppa, ma un’opportunità concreta per dare forma alla mia voce e alle mie emozioni. Da lì ho sentito che stava nascendo qualcosa di vero e importante per il mio percorso.

Tornare come super ospite alla Finale 2026 avrà sicuramente un sapore diverso. Cosa significa per te rientrare su quel palco con un singolo ufficiale già pubblicato?
Tornare su quel palco ha per me un valore emotivo fortissimo. È il luogo dove tutto è iniziato e rientrarci con un singolo ufficiale pubblicato significa chiudere un cerchio e, allo stesso tempo, aprirne uno nuovo. È un momento di gratitudine, ma anche di crescita: torno con più consapevolezza e con una storia da raccontare.
“Impossibile” è un brano intenso, nato da una poesia molto personale. Cosa ti ha colpita di più di questo testo e perché hai sentito che fosse giusto iniziare proprio da qui?
Mi ha colpita la sua sincerità.
“Impossibile” racconta un amore non corrisposto, di quelli che fanno male in silenzio. Parla di una donna profondamente innamorata di un uomo che però la vede solo come un’amica. È una storia delicata ma intensa, fatta di sguardi, speranze e parole mai dette fino in fondo.
Credo che ognuno di noi abbia vissuto almeno una volta un sentimento non ricambiato. In questo brano c’è sicuramente una parte emotiva che sento molto vicina. Ho cercato di interpretarlo con sincerità, mettendo dentro tutte le sfumature di quell’attesa e di quella delusione che, in fondo, fanno crescere.
È un brano intenso e melodico, con un’atmosfera intima che lascia spazio all’interpretazione vocale. Ogni parola è pensata per essere vissuta, non solo cantata.
Vorrei che chi l’ascolta si sentisse compreso. Anche quando un amore è impossibile, resta comunque vero. E i sentimenti veri meritano rispetto, anche quando non vengono ricambiati.
Se dovessi descrivere questo momento della tua vita artistica con una sola parola, quale sarebbe e perché?
Direi rinascita e crescita personale. Oggi sento di essere finalmente nel punto giusto per esprimermi davvero. È l’inizio di un nuovo capitolo, vissuto con più fiducia e consapevolezza.
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