Con il singolo “ARCOBALENO”, MANU – nome d’arte di Manuela Albanese, cantautrice di 64 anni di origini friulane – porta in musica una storia personale intensa, nata da una poesia scritta oltre venticinque anni fa. Il brano racconta un percorso umano fatto di difficoltà, ma anche di forza e desiderio di rinascita.
“ARCOBALENO” diventa così non solo una canzone, ma anche una testimonianza personale che invita a non perdere la speranza e a trovare la forza di ripartire. Di lei ne abbiamo già parlato qui, in un articolo.
Ora è il momento di parlare direttamente con MANU.
Intervista a MANU
“ARCOBALENO” nasce da una poesia scritta venticinque anni fa in un momento molto delicato della sua vita. Quando ha sentito che quelle parole potevano trasformarsi in una canzone da condividere con il pubblico?
Quando ho scritto quella poesia non pensavo minimamente di cantare. Però, dentro di me, ho sempre avuto il desiderio di poter trasmettere quel messaggio di speranza alle persone. Sapevo però che le poesie non sono sempre facili da condividere o da far arrivare al pubblico.
Nel 2020, dopo aver scoperto la passione per il canto, avevo deciso di provare a metterla in musica. Purtroppo la pandemia e il periodo del Covid mi hanno costretta a mettere da parte quel progetto.
Nel 2025, durante il percorso nel format I Wanna Sing I Wanna Dance, ho visto finalmente l’occasione giusta. In quel momento ho sentito che era arrivato il tempo di far conoscere quella canzone.
Nel brano racconta un percorso che va dal buio alla ricerca di nuovi colori nella propria vita. Quanto è stato importante, nel tempo, trasformare un’esperienza personale in un messaggio che oggi può parlare anche agli altri?
Per me è stato molto importante trasformare la mia esperienza in un messaggio. Non sempre si ha il coraggio di dire apertamente che si sta male. Spesso si tende a tenere tutto dentro, pensando di poter affrontare tutto da soli.
In realtà non sempre è così semplice. Con questa canzone spero davvero di poter trasmettere fiducia a chi attraversa momenti difficili e di far capire che, anche quando sembra impossibile, dal buio si può uscire.
Il suo percorso musicale è iniziato nel 2008 quasi per gioco, attraverso le serate karaoke, per poi evolversi nello studio della tecnica vocale e nella partecipazione a concorsi. Quali sono stati i momenti che l’hanno convinta a intraprendere un cammino artistico più strutturato?
Ho iniziato a pensare a un percorso artistico più strutturato circa tre o quattro anni fa. Cantare cover mi aveva dato soddisfazioni e anche alcuni riconoscimenti, ma a un certo punto ho sentito che non mi bastava più.
Sentivo il bisogno di trovare qualcosa di più personale, qualcosa che mi rappresentasse davvero. È stato allora che ho deciso di iniziare a lavorare su brani inediti e a portare avanti un percorso più autentico.
La partecipazione al format I Wanna Sing I Wanna Dance nel 2025 le ha permesso di ottenere il Premio Speciale della Critica e di realizzare questo singolo. Che tipo di esperienza è stata per lei confrontarsi con il talent e cosa ha rappresentato questo riconoscimento?
Questa esperienza mi ha dato davvero tantissimo. All’inizio devo ammettere che ero un po’ scettica, ma andando avanti nel percorso mi sono appassionata sempre di più.
La parte formativa è stata molto interessante e mi ha aiutata a crescere. Quando ho ricevuto il Premio della Critica pensavo che tutto si sarebbe concluso lì, come spesso succede nei concorsi.
Invece Lucia Pupolin e tutto il suo team hanno continuato a seguirmi e ad accompagnarmi passo dopo passo. Con l’uscita del mio singolo ho vissuto una delle emozioni più grandi del mio percorso. A volte mi sembra ancora tutto quasi impossibile.
Nella realizzazione di “ARCOBALENO” ha collaborato con Lucia Pupolin e con i musicisti del progetto, tra cui il polistrumentista Massimo Passon. Come si è sviluppato il lavoro creativo in studio e cosa ha scoperto di nuovo nella sua voce durante questo processo?
Posso dire che sia Lucia Pupolin sia Massimo Passon mi hanno messa subito a mio agio. Mi hanno guidata con grande professionalità e mi hanno spiegato passo dopo passo come affrontare il lavoro in studio.
Mi hanno anche incoraggiata ad avere più coraggio dal punto di vista vocale, proponendomi di alzare la tonalità del brano e lavorando sulla tecnica. Grazie all’arrangiamento hanno creato una base molto più ricca, e questo mi ha fatto capire che la mia voce poteva esprimere molto di più.
Anche la realizzazione del videoclip è stata un’esperienza bella. Ho cercato di affrontare tutte le parti con serietà, ma lavorare con loro è stato semplice e naturale. Sono stati molto meticolosi e professionali.
Colgo l’occasione per ringraziare tutto lo staff di I Wanna Sing I Wanna Dance per il supporto e il lavoro fatto insieme.
Leggi anche: