menu Home chevron_right
Interviste

Melty Groove, l’intervista

Music Alive | Febbraio 14, 2024

Cari lettori, siamo entusiasti di presentarvi una delle band emergenti più appassionanti del panorama musicale contemporaneo. I Melty Groove, un trio eclettico che ha fatto del soul, del funk e del jazz il cuore pulsante della propria creatività. Con un nuovo videoclip che risulta essere un viaggio sonoro unico, abbiamo l’onore di avere qui con noi il fondatore e batterista Edoardo Luparello, la talentuosa bassista e voce soul Alice Costa, ed il virtuoso tastierista Carlo Peluso. Benvenuti, Melty Groove!

(MG) Grazie a voi dell’invito!

Ciao ragazzi, “Amore che vieni, amore che vai”, brano del maestro Fabrizio De André. Come nasce l’idea di questo vostro progetto?

(Edoardo) Perché è il brano italiano preferito di Alice! (ride). L’idea di un riarrangiamento di questo brano di De Andrè nasce per caso, durante le prove. L’ispirazione è arrivata mentre canticchiavo la melodia di “Amore che vieni” su una struttura che ricordava il sound di Phil Collins degli anni ‘80. Una cosa stravagante, lo so (ride).

Chi ci conosce sa già che questo è il risultato di un lavoro artistico che portiamo avanti da qualche anno. Di base c’è la volontà di uscire dai confini delle definizioni musicali e dai generi musicali, proponendo “hypercover”, termine cha abbiamo coniato per definire queste composizioni a metà tra inediti e cover.

Il tema della “amore” è davvero importante per voi. Quale è per voi il significato di “amore”?

(Alice) Nel nostro caso abbiamo voluto giocare con i contrasti suggeriti dal testo: un amore che rimane e un amore che fugge, simbolicamente a rappresentare gli opposti della vita. Nella musica, come in altre forme d’arte, è importante che siano presenti gli estremi, come spesso lo sono amore e dolore. E questa canzone ne è il manifesto.

Un sound che trasuda originalità e personalità, ma anche con molti riferimenti ai grandi del passato, quando la musica rappresentava ancora l’apice dell’espressione umana evolvendo e condizionando l’intera società. Quali i vostri riferimenti artistici che hanno aiutato la vostra ispirazione nella vostra musica?

(Carlo) È una cover molto particolare perché riprende stilisticamente l’ultima parte della carriera di Faber, quella in collaborazione con PFM e Mauro Pagani. Abbiamo voluto riagganciarci a quel tipo di sonorità cercando di andare oltre proponendo un sound più moderno, contaminato da world music e dal progressive rock. È chiaro che si tratta di un’operazione “portata al limite”, estrema, quasi sovversiva, ma è così che crediamo si possa generare un dibattito sulla musica, ancora troppo spesso relegata a puro intrattenimento. 

Molte persone hanno ritrovato riferimenti al prog italiano (Area, Battiato, la PFM, i Genesis) o un certo rimando alla musica per il cinema. Sono molti i nostri mentori musicali, dal cantautorato alla musica etnica, passando per la new wave e il funk. Tutti questi generi sono il nostro bagaglio. In qualche modo tornano all’interno delle nostre produzioni, in particolare questa. 

Come nasce un vostro brano di solito?

(Alice) il nostro modo di scrivere è cambiato in questi anni, ma rimane una componente di “gioco” che è alla base delle nostre idee. Il nostro percorso si sta orientando verso la scrittura di inediti e il 2024 sarà l’anno di nuove pubblicazioni originali. Portare un repertorio di “hypercover” ci aiuta molto ad adattarci a diversi contesti di musica live, ma scrivere brani inediti è una sfida molto più importante.

Quanto è importante per voi internet nell’ambito musicale?

(Edoardo) Molto! Con i social abbiamo raggiunto una parte delle persone che ci seguono ai concerti, e questo è già un bel goal. Questa cover di De Andrè ha creato un dibattito social non indifferente e siamo contenti che abbia smosso la nostra piccola nicchia di seguaci, tutti rimasti piacevolmente sorpresi (meno male!). Certo, internet ha alcune dinamiche che noi non condividiamo (haters, superficialità, rapidità di fruizione) ma noi cerchiamo di sfruttarlo nella maniera più genuina possibile, sperando di dare un’immagine veritiera al 100%.

L’ultima parola a voi! Lasciateci un messaggio!

(Carlo) Grazie dell’intervista e speriamo che la nostra cover di “Amore che vieni, amore che vai” vi abbia emozionato. Continuate a seguirci perché ci saranno delle novità molto presto. Grazie!

SEGUI MELTY GROOVE

Instagram: @meltygroove

Facebook: facebook.com/meltygroove

VIDEO CREDITS

Video – Giulia Ramazzina (IG: @giuli.ram)

Montaggio e grafiche – Alice Costa

Danza – Ana Stoumbos

Tabla – Roberto Asciutto

Location – SoulFood

Recording e mix – Simone Ferrero (Ciabot music production)

Mastering – Giovanni Versari (La maestà)

Tutti i diritti della cover sono riservati ai rispettivi proprietari.

Pubblicato da Music Alive

Commenti

Questo post ha attualmente 1 commento.

Lascia una risposta





MODULO DI CONTATTO 

Facci ascoltare la tua demo, se ne hai già una! 

Errore: Modulo di contatto non trovato.

play_arrow skip_previous skip_next volume_down
playlist_play