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“No Spotify, Si Tema YouTube”


Precedentemente, in un altro articolo, abbiamo risposto ad una domanda che ci viene fatta praticamente tutti i giorni: è meglio investire sul brano o video caricato sul proprio canale, o sul tema YouTube generato automaticamente dal distributore?

“È una domanda sagace, e la risposta è chiara: meglio investire sul tema YouTube. Questo perché è direttamente collegato al tuo distributore, che non vede l’ora di raccogliere i frutti insieme a te. Al contrario, il distributore non ha alcun controllo sul tuo canale, rendendo difficile o addirittura impossibile monitorare le royalties. E tu certamente non vuoi rischiare di investire i tuoi soldi senza vedere i risultati, giusto?“È una domanda sagace, e la risposta è chiara: meglio investire sul tema YouTube. Questo perché è direttamente collegato al tuo distributore, che non vede l’ora di raccogliere i frutti insieme a te. Al contrario, il distributore non ha alcun controllo sul tuo canale, rendendo difficile o addirittura impossibile monitorare le royalties. E tu certamente non vuoi rischiare di investire i tuoi soldi senza vedere i risultati, giusto?

Ma non finisce qui: molti artisti non hanno un canale monetizzabile. Ecco un altro motivo per concentrarsi sul tema YouTube. Inoltre, quando si pensa alla promozione della propria musica, è importante considerare un insieme di fattori: video, ufficio stampa, pubblicitàtutto con un budget limitato. Molti artisti commettono l’errore di spendere gran parte del budget nella realizzazione di un video che poi non raggiunge neanche le 1.000 visualizzazioni. Questa scelta, oltre ad essere personale è però poco intelligente! Le visualizzazioni sono poche per ottenere rilevanza sociale e non generano royalties se caricate su un canale non monetizzabile.

Al contrario, alcuni artisti decidono di non realizzare un video, risparmiando parte del budget per una campagna mirata su YouTube. Evitano così di caricare video (o brani con copertina) su altri canali non monetizzabili, confondendo gli utenti (caricando due volte, due contenuti con stesso titolo su YouTube) e danneggiando la propria visibilità.

Ne vuoi sapere una? Circa l’80% dei nostri servizi venduti a discografici ed editori si concentra sul tema YouTube. Fatti una domanda, datti una risposta!

Era giusto fare questa premessa e riportare il breve estratto, perché questo articolo scaverà a fondo anche circa il tema del tema YouTube!

Analisi dei Guadagni per Artisti: Spotify, YouTube e TIDAL a confronto

Negli ultimi anni, la discussione sulle retribuzioni per gli artisti musicali ha preso sempre più rilevanza. Due delle piattaforme più popolari, Spotify e YouTube, hanno suscitato particolare interesse riguardo a quanto effettivamente paghino agli artisti per le loro opere. Tuttavia, una terza piattaforma, Tidal, è emersa come un’opzione interessante per gli artisti che cercano un compenso più sostanzioso per le loro creazioni.

Spotify: Quanto paga per 1000 ascolti?

Spotify, una delle piattaforme di streaming musicale più diffuse al mondo, paga agli artisti circa 0,004 dollari per ogni ascolto, il che equivale a circa 4 dollari per 1000 ascolti e 400 dollari per 100.000 ascolti. Questo rende chiaro che il guadagno su Spotify è proporzionalmente basso rispetto ad altre piattaforme.

YouTube: Quanto paga con 1000 visualizzazioni?

Le retribuzioni su YouTube variano notevolmente a seconda di diversi fattori, tra cui il tipo di pubblico e la nicchia di riferimento del canale. In media, un creatore può aspettarsi di guadagnare tra 0,25 e 4 euro ogni 1000 visualizzazioni. Questo varia notevolmente rispetto a Spotify e può essere più vantaggioso per gli artisti, soprattutto se riescono a generare un alto volume di visualizzazioni.

Tidal: Quanto si guadagna su questa piattaforma?

Tidal si distingue per offrire uno dei compensi più alti agli artisti, con circa 0,013 euro per ogni ascolto. Questo significa che un artista ha bisogno di più di 80 ascolti per guadagnare 1 dollaro e 80.000 per guadagnarne 1.000. Sebbene Tidal possa non avere la stessa portata di Spotify o YouTube, può essere una scelta redditizia per gli artisti che cercano una maggiore compensazione per il loro lavoro.

Qual è la piattaforma migliore per guadagnare?

La scelta della piattaforma migliore dipende dalle preferenze personali dell’artista e dalla loro strategia di monetizzazione. Mentre Spotify è estremamente popolare, il suo modello di pagamento relativamente basso potrebbe non essere ideale per tutti gli artisti. YouTube offre una gamma più ampia di possibilità di guadagno, ma la competizione è alta e il successo dipende da numerosi fattori. Tidal, sebbene meno diffusa, potrebbe offrire un compenso più sostanzioso per gli artisti che mirano a massimizzare i loro guadagni.

Quindi…

In un settore in continua evoluzione come quello della musica digitale, è fondamentale per gli artisti comprendere le opzioni disponibili per monetizzare la propria musica. Mentre piattaforme come Spotify e YouTube rimangono dominanti nel settore dello streaming, alternative come Tidal offrono una via alternativa per gli artisti che cercano una compensazione più equa per il loro lavoro. La scelta della piattaforma dipenderà dalle esigenze e dagli obiettivi individuali dell’artista, ma è chiaro che la diversificazione delle fonti di guadagno può essere fondamentale per il successo nel panorama musicale contemporaneo.

Detto questo?

Il tema YouTube è auto-generato dal tuo distributore, il quale detiene il pieno controllo su ciò che accade sulla piattaforma. È essenziale considerare strategie alternative di monetizzazione, specialmente in risposta alle crescenti preoccupazioni riguardo alla remunerazione degli artisti su Spotify. Un’opzione da prendere in considerazione è investire in campagne pubblicitarie mirate su YouTube utilizzando Google Ads. Questo permette agli artisti di raggiungere un pubblico più vasto e di generare entrate più consistenti. Tuttavia, per coloro che desiderano mantenere la presenza su Spotify e YouTube Music, una valida alternativa potrebbe essere Tidal, una piattaforma che offre compensazioni più generose per gli ascolti.

Quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri si diventa tutti gli altri

(cit. Charles Bukovski)

Photo by Adem AY on Unsplash

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