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Quattro chiacchiere con Sergio Calafiura

Music Alive | Aprile 28, 2021

Classe 1979 e originario di quella bellissima isola che è la Sardegna, Sergio Calafiura si diploma in canto moderno nel 2004 al CPM di Milano. Lavora come Vocal Coach principalmente nei pressi di casa ma con richieste in tutto in tutta Italia e all’estero (2013 Seattle – 2016 Montpellier).

E’ sua la voce nel disco di rock progressivo “Il falso centro” degli Entity, lavoro premiato come miglior disco prog italiano (2013/2014) e inserito in diverse “enciclopedie” virtuali del genere.

Nel 2015 realizza il primo disco dei DE’STOP, di genere Stoner/post Grunge. dopodichè prende parte a diversi progetti, dal rock al pop, blues e jazz partecipando anche a festival di prestigio.

Oggi lo incontriamo in occasione della pubblicazione del suo disco solista omonimo.

D: Ciao Sergio, benvenuto tra gli ospiti di Music-Alive. Ci racconti qualcosa di te? Come è nata la tua passione per la musica e qual è il tuo background?

R: Ciao, grazie è un vero piacere!

La musica in casa non mancava mai, da Gino Paoli a De Gregori, dai Genesis agli Scorpions. Crescendo poi ho iniziato ad amare Michael Jackson e i Queen fino agli ascolti un po’ più estremi. La parte da musicista arriva verso i 15 anni con la voglia di uscire un po’ dalla monotonia e conoscere nuove forme espressive che mi facessero stare bene e facessero essere parte di qualcosa, come una band per esempio.

D: se c’è un aspetto che si evince dai tuoi progetti passati, è la tua ecletticità. Nel tuo nuovo EP sentiamo molta elettronica, atmosfere new wave. Da dove arriva questa scelta stilistica? Quali sono le influenze e ispirazioni?

R: Nei progetti passati c’era un lavoro di gruppo, in genere non mettevo mano sulle musiche, ho una vocalità versatile, riuscivi ad adattarmi alle sonorità pop e rock con fluidità. Nel mio EP ci sono testi e musiche scritte da me, tendenzialmente amo i pezzi soft, larghi, mi danno la possibilità di entrare meglio in contatto con i miei pensieri e di creare melodie. Il risveglio dei suoni elettronici e synth wave arriva con le musiche di Stranger Things, poi la pandemia mi ha aiutato a indirizzare il lavoro su questa strada, un po’ perchè potevo suonare da solo e quindi dovevo fare ricerca dei suoni e poi mi ha dato tempo per ascoltare più musica. Inoltre sono un fan delle sigle dei film anni 80, come Blade Runner e anche di Valgelis.

D: raccontaci la genesi dei brani dell’ep, in particolare riguardo i testi, che a dispetto del suono moderno e leggero, sembrano profondi e impegnativi.

R: Potrei dire che musicalmente sono figlio degli anni 90, penso di essere legato a quel tipo di scrittura, a tratti criptici, altre volte invece dirette ma con la ricerca delle similitudini, la profondità nasce da un vissuto, non riesco ad inventare nulla, se non quello che è esistito e esiste nella mia vita, dai pensieri quotidiani, a scorci del passato.

D: hai diverse esperienze anche all’estero. Ci racconti quella più significativa per la tua formazione come persona e come musicista?

R: Penso che la mia vita abbia avuto uno svolta al rientro da Seattle, dove ho trascorso 3 mesi, tra lavoro e svago. La mentalità, la globalità, l’indifferenza, la violenza, la confidenza. Gli States sono un insieme di cose che mi hanno smosso e mi hanno sicuramente acceso. Gli States ti dicono: se vuoi raggiungere un obiettivo non aspettare, non avere paura del giudizio, ogni secondo perso è perso. Quindi ho preso per metà la mentalità americana, e per l’altra metà quella italiana, del sud : prenditi il tempo per fare le cose fatte bene. Che tradotto vuol dire: fai tutto quello che vuoi con coraggio, ma con attenzione e qualità.

D: immancabile domanda di attualità: come hai vissuto e stai vivendo questo periodo di pandemia? Quanto è cambiata la tua quotidianità?

R: TI dirò che mi ha dato più tempo per chiudere dei progetti come Vocal Coach, e mi ha dato la possibilità di chiudere il mio EP cercando di curare gli arrangiamenti, che sono stati sviluppati da Therio.

In questo momento posso dire che questo tempo sta durando troppo , più del previsto. 

La mia quotidianità si è privata di molti live di qualità, sia personali che da ascoltatore, delle buone cene e dei pub, e poi del contatto con le persone.                                  

D: progetti e speranze per il futuro?

R: Continuare a scrivere canzoni, farle live. Ho acquistato un camper grande ad agosto e spero di poter realizzare un ufficio mobile dove poter fare le lezioni di canto… e poi chissà!

Grazie per l’intervista!

Ringraziamo Sergio per questa chiacchierata e vi raccomandiamo di seguirlo sui social per rimanere aggiornati sulle sue attività:

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A cura di Francesca Saglia – Music-Alive 2021

Pubblicato da Music Alive

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