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Interviste

Salvatore, l’intervista

Music Alive | Gennaio 12, 2024

Salvatore, all’anagrafe Salvatore Turturici, è un talentuoso cantautore che circa un anno fa ha annunciato l’uscita del suo ultimo singolo, “Quando sarò grande“. Per la realizzazione di questo brano, ad oggi disponibile su Spotify, YouTube ed i migliori digital store, l’autore si è ispirato a coloro che non hanno mai avuto il coraggio di essere sé stessi, come bambini o adolescenti vittime di bullismo o persone influenzate nelle scelte dalla paura di imporre la propria volontà. Il pubblico lo ha apprezzato e le radio lo stanno ancora intervistando… noi però abbiamo voluto fare qualche domanda personale e piccante, solo per voi.

Ciao Salvatore, perché il titolo “Quando Sarò Grande”? Cosa si nasconde dietro la canzone?

Ciao lettori di Music-Alive. “Quando sarò grande” è un concetto che interpreto come “quando avrò il coraggio di essere me stesso, senza farmi influenzare dagli altri nelle scelte da fare, nelle cose da dire, nel modo di vivere. Purtroppo, questo coraggio non arriva spesso, ma il fatto di sperare che un giorno possa cambiare qualcosa dà comunque la forza di andare avanti”.

Questa canzone nasce dall’essere stanco di non essere sé stessi, dall’essere stanco di recitare la parte di qualcuno che non sei solo per piacere agli altri. È un’espressione del desiderio di liberarsi da queste catene e abbracciare la propria autenticità, anche se a volte sembra un traguardo lontano. Ma la speranza di un cambiamento è la spinta che ci guida attraverso questa stanchezza, dando la forza necessaria per andare avanti.

Un sound che trasuda originalità e personalità, ma anche con molti riferimenti ai grandi del passato, quando la musica rappresentava ancora l’apice dell’espressione umana evolvendo e condizionando l’intera società. Quali i tuoi riferimenti artistici che hanno aiutato la tua ispirazione nella tua musica?

Sono cresciuto immerso nell’ascolto di numerosi cantautori italiani, tra cui spiccano Battisti, Mario Castelnuovo, Battiato, Vecchioni, Venditti, De Gregori, Renato Zero, Eugenio Finardi, PFM, Le Orme e tanti altri. Queste figure musicali hanno plasmato la mia esperienza sonora, creando una sorta di colonna sonora della mia crescita.

Successivamente, la mia passione si è estesa anche a sonorità internazionali. Ancora oggi, trovo ispirazione in band come Simple Minds, The Mission, Siouxsie, Marillion, The Sisters of Mercy, Bauhaus, Rammstein, Ultravox, e molti altri. Questa diversificazione di influenze ha arricchito il mio gusto musicale, contribuendo a formare un panorama sonoro variegato e appassionante.

Quali sono i tuoi obiettivi da voler raggiungere? Cosa ti aspetti da questo tuo percorso artistico e discografico?

Scrivere e pubblicare le mie canzoni rappresenta per me un’esperienza incredibilmente gratificante e, soprattutto, personale. Non ho mai coltivato l’intenzione di scrivere canzoni con l’obiettivo di diventare famoso. Le mie motivazioni sono profondamente radicate nella passione e nell’amore per la musica, piuttosto che nella ricerca di notorietà.

Non mi aspetto molto da questo percorso; la mia preferenza è mantenere i piedi per terra. Per me, il valore di questa esperienza risiede nella possibilità di esprimere me stesso attraverso la musica e condividere le mie emozioni con chiunque possa trovarci un significato. La semplice gioia di creare e condividere la mia musica è più che sufficiente per rendere questa avventura un successo a mio modo.

Da dove nasce la tua passione per il canto?

Cantare è stata una parte integrante della mia vita fin da quando ero piccolo. In macchina, durante i viaggi con i miei genitori o i miei nonni, ho sempre trovato la gioia e l’espressione attraverso la musica. La passione per il canto è cresciuta ulteriormente quando ho vinto una manifestazione canora, un momento che ha segnato un punto di svolta significativo nella mia relazione con la musica. Da allora, il canto è diventato una costante nella mia vita, un modo per esprimere emozioni e condividere la mia passione con gli altri.

Sei stato intervistato da qualche radio durante il tuo percorso di promozione musicale per questo fantastico progetto: qual è stata la domanda più bella che ti è stata posta? Quale invece una domanda che avresti tanto desiderato ti fosse stata fatta?

Onestamente, ho trovato tutte le domande molto interessanti. Tuttavia, nessuno ha ancora chiesto quale dei due “me” preferirei far alzare dalla panchina nel video della canzone, per continuare la mia esistenza. È una riflessione profonda e stimolante, poiché entrambi gli aspetti rappresentano diverse sfaccettature della mia identità. Sarei lieto di condividere questa scelta e approfondire il motivo dietro di essa.

L’ultima parola a te! Lasciaci un messaggio!

Se vi trovate a vivere con persone che cercano di imporre il modo in cui vi vestite, di controllare il vostro linguaggio, decidere cosa dovete mangiare, dettare il vostro modo di essere e persino influenzare le vostre scelte d’amore, potrebbe essere il momento di affermare la vostra autonomia. In situazioni del genere, è essenziale difendere la vostra individualità e fare scelte che rispecchino la vostra autenticità. Non abbiate paura di esprimere chi siete davvero. La chiave sta nel comunicare apertamente e nel cercare un dialogo rispettoso. Se questo non è sufficiente, cercate di preservare il vostro spazio e la vostra identità. La vostra vita è vostra, e dovreste viverla secondo i vostri valori e desideri. Con affetto, Salvatore!

Pubblicato da Music Alive

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