Dopo le riflessioni di “Armi e Bagagli” e le atmosfere di “E non lo so!”, l’artista è tornata il 4 settembre con un brano coinvolgente che trasforma la pista da ballo in uno spazio di libertà e unione.
Non importa che la stagione calda stia sbiadendo: il desiderio di muoversi, incontrarsi e vivere non segue le coordinate del calendario. Parte da questo presupposto “Balla a Settembre”, il nuovo singolo dell’artista Solartika, in uscita dal 4 settembre 2026 su tutte le piattaforme digitali.
Dopo aver affrontato temi complessi nel brano “Armi e Bagagli”, come il contrasto tra il conflitto armato e il bisogno umano di rigenerazione e di cultura e aver esplorato lo smarrimento contemporaneo tra ritmi dance e metafore poetiche con il tormentone “E non lo so!”, Solartika firma ora un pezzo pensato per unire persone di ogni età, origine e provenienza.
“Balla a Settembre” è un’esortazione diretta a non lasciarsi andare alla malinconia di fine estate. Caratterizzato da un groove travolgente e da un testo che attraversa il ritmo della notte e del giorno, il brano celebra la passione per la musica e la voglia di condivisione. In un contesto in cui le giornate si accorciano, la pista da ballo diventa un territorio neutrale e universale, capace di annullare le distanze e restituire a chiunque uno spazio di totale libertà.
Solartika sceglie ancora una volta di far parlare esclusivamente la propria musica, mantenendo un profilo personale riservato ed essenziale: un’identità che si rivela attraverso la forza dei messaggi, la ricercatezza delle parole e l’energia delle produzioni.
1. Dal racconto di “Armi e Bagagli”, incentrato sulla difesa e la ricerca della pace, fino allo smarrimento descritto in “E non lo so!”, il tuo percorso musicale ha toccato temi profondi. Con “Balla a Settembre” scegli invece di invitare alla leggerezza: in un momento in cui tutto si complica, quanto diventa umano il semplice gesto di mettersi a ballare?
Scegliere di ballare quando tutto si complica è un gesto profondamente umano. Non si tratta di fuggire dalla realtà, ma di esercitare una forma di resistenza vitale. Rivendicare la leggerezza in un momento difficile significa riappropriarsi di uno spazio di totale libertà e condivisione, rifiutando di farsi schiacciare dalle complessità del mondo.
2. “Balla a Settembre” si colloca proprio nel momento in cui l’estate comincia a sbiadire. Che cosa rappresenta per te questa fase dell’anno, così sospesa tra la conclusione di un ciclo e l’inizio di qualcosa di nuovo?
Questo periodo dell’anno porta finalmente una boccata d’aria fresca; quando la spensieratezza estiva sbiadisce, in noi si deve accendere una consapevolezza nuova: è il momento in cui la nostalgia si deve trasformare in uno slancio rinnovato, è il tempo perfetto per ballare e per convertire la tristezza che potrebbe incombere su di noi in energia vitale.

3. In “E non lo so!” hai rappresentato l’epoca contemporanea come un mare di sale in cui muoversi da “pesci di vetro”. Oggi che la tendenza generale è mostrare ed esporre ogni dettaglio, tu continui a far parlare solo la musica senza condividere la tua vita privata. Che tipo di libertà ti offre questa scelta?
Lasciar parlare esclusivamente la mia musica e i miei testi mi permette di far emergere la mia arte, proteggendo al contempo il mio nucleo intimo, ponendo l’opera al centro, libera da distractions mediatiche.
4. Nel tuo repertorio convivono ritmi dance, tormentoni ricchi di interrogativi e tematiche sociali. Qual è l’elemento o il filo conduttore che riesce a legare insieme sfaccettature musicali apparentemente così diverse?
Ciò che unisce ritmo dance, tormentone e temi sociali è una sorta di contrasto tra la leggerezza del corpo che balla e la gravità della mente che riflette. Questa unione trasforma la pista da ballo in uno specchio della società; il testo veicola interrogativi e provocazioni su questo tempo e la musica riesce ad “esorcizzare” le difficoltà della realtà e a trasformare la vulnerabilità sociale in una forza liberatoria.
5. In “Balla a Settembre” la pista diventa un luogo d’incontro e di libertà per persone di ogni età e provenienza. Qual è la reazione o l’emozione più grande che speri di trasmettere a chi ascolterà il brano dal 4 settembre?
Vorrei che questo brano fosse una scarica di energia pura. Spero che azzeri le preoccupazioni di chi ascolta, almeno per i pochi minuti di durata del brano, trasformando in energia vitale le negatività che ciascuno di noi si porta dentro.